I preparativi, la partenza, il viaggio

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_94-preparativi-viaggio.jpg]1220
11 luglio 2013: tutto è pronto... bisogna solo riempire le borse e provare a dormire qualche oretta nonostante le emozioni dell'attesa...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_95-partenza.jpg]630
I sorrisi non ingannino. La preoccupazione è tanta anche se ben celata; sappiamo che sarebbe difficile accettare di non essere riusciti a portare a compimento il viaggio dopo mesi di preparazione fisica, psicologica, mentate, culturale
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_96-partenza.jpg]490
3,2,1,via! 12 luglio 2013, è iniziato il viaggio che abbiamo sognato da così tanto tempo!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_97-partenza.jpg]530
Fermata veloce nella vicina Leno, dove un gruppo di persone ci riconosce per averci visto sui giornali locali e non vuole mancare di salutarci con un grosso in bocca al lupo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_97a-partenza.jpg]480
Fabio sorridi!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_98-partenza.jpg]430
Questa volta è la partenza vera, obiettivo Rovereto
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_99-partenza.jpg]420
Lasciamo il paese di Leno e lasciamo familiari e amici, che forse sono più preoccupati di noi, anche se cercano di non darlo a vedere
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_101-in-viaggio-per-rovereto.jpg]400
Verso il lago di Garda, in direzione della pista ciclabile che costeggia l'Adige fino al Brennero
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_102-in-viaggio-per-rovereto.jpg]340
Prima pausa, la stanchezza inizia a farsi sentire, ma soprattutto lo stomaco
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_103-in-viaggio-per-rovereto.jpg]380
L'Adige che sarà nostro compagno di viaggio per i nostri primi due giorni di viaggio
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_103b-in-viaggio-per-rovereto.jpg]410
Veramente bella questa pista ciclabile che attraversa il trentino e l'alto adige. Rilassante, lontana dal traffico, dai pericoli e dai rumori dei veicoli motorizzati. Quanto sarebbe bello viaggiare in bicicletta se tutto il territorio fosse attraversato da piste ciclabili come questa
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_104-in-viaggio-per-rovereto.jpg]430
Altra sosta per rifocillarci un po'... il tempo è splendido, la speranza è di aver azzeccato il periodo giusto dal punto di vista meteorologico
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_105-rovereto.jpg]370
Arrivo all'ostello di Rovereto, struttura carina nel centro del paese. La prima tappa è andata, tutto sommato non siamo nemmeno troppo affaticati e un bel pranzo ci restituirà le energie perse in 120 km di pedalata
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-da-manerbio-a-rovereto/thumbs/thumbs_106-rovereto.jpg]380
Ma che scalogna, tutti i locali che avevamo selezionato per un bel pranzetto sono chiusi. Non facilissimo trovare qualcosa in questo periodo a Rovereto. Ci salviamo con una pizza che divoriamo ancora prima di andare a fare una bella doccia. Il personale del locale, stupito, si informa del nostro viaggio. Il meglio che ci dicono è che siamo matti! :-)

Rovereto e il Museo della Guerra

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_106a-rovereto-panorama.jpg]140
Bella veduta di Rovereto dalla terrazza del Museo della Guerra
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_107-rovereto.jpg]100
A spasso per Rovereto. Il viaggio è dedicato alla memoria dell'Olocausto, ma vogliamo anche arricchirlo di contenuti culturali proposti da tutte le località che attraverseremo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_108-rovereto-museo-della-guerra.jpg]80
Il museo dedicato alla Grande Guerra
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_108a-rovereto-museo-della-guerra.jpg]120
Parole commoventi e patriottiche di Fabio Filzi. Non so quanto sia rimasto al giorno di oggi di questi sentimenti, di questo amore per la patria. Forse dovremmo soffermarci più spesso a riflettere su alcuni ideali a partire dalla libertà. Ricordando chi ha dato la vita per la nostra.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_109-rovereto-museo-della-guerra.jpg]80
Armamenti di un secolo fa. Paragonati alle armi di oggi sembra passata un'eternità
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_109a-rovereto-museo-della-guerra.jpg]90
Non male trascinare questa roba su è giù dalle montagne....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_111-rovereto-museo-della-guerra.jpg]80
Moschetti e baionette per una guerra combattuta spesso corpo a corpo. Terribili
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_112-rovereto-museo-della-guerra.jpg]90
W l'Italia libera! W l'Italia libera! W l'Italia libera!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_113-rovereto-museo-della-guerra.jpg]90
La camicia rossa autentica di un garibaldino
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_114-rovereto-museo-della-guerra.jpg]70
Un bellissimo velivolo dell'epoca. Sembra incredibile ma volava davvero.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_115-rovereto-museo-della-guerra.jpg]100
Divise di altri tempi per guerre di altri tempi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_116-rovereto-museo-della-guerra.jpg]70
Massimo non poteva perdere l'occasione di posare con un "collega" bersagliere ciclista
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_117-rovereto-museo-della-guerra.jpg]60
Campagna di sottoscrizione di obbligazioni molto molto efficace. Potremmo prendere ispirazione per le nostre di oggi :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_119-rovereto-museo-della-guerra.jpg]60
arditi... eroismo... si commuove e si esalta... cuore... gloria... irrompete, sbaragliate, piantate il pugnale... l'insulto, la colpa... avanti col ferro e il fuoco, l'Italia vi guarda... Ripenso all'Italia di oggi, povera Italia....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_120-rovereto-museo-della-guerra.jpg]60
Anche cavalli e asini avevano il loro bel da fare
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_121-rovereto-museo-della-guerra.jpg]60
Cannoni e mortai d'epoca
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_123-rovereto-museo-della-guerra.jpg]50
Cannoni e mortai d'epoca
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_123a-rovereto-panorama.jpg]40
La terrazza del museo che domina la città
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_124-rovereto.jpg]50
Il farmacista del paese a cui ci siamo rivolti per avere una cura efficace per il polpaccio di Manu che è già in sofferenza... Il consiglio dell'esperto è stato "l'unica cosa da fare è ritirarsi e tornare a casa"... non esattamente quello che voleva sentirsi dire! Ma noi non lo ascoltiamo e il seguito della storia dimostra che abbiamo avuto ragione noi!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_campana-di-rovereto-19.jpg]40
Il programma preparato da Fabio si sarebbe dovuto concludere con la visita alla Campana dei Caduti che è la quarta campana al mondo per dimensioni fra quelle che suonano a distesa. Realizzata nel 1924 con il bronzo dei cannoni delle 19 nazioni che presero parte alla Prima Guerra mondiale, con i suoi cento rintocchi ogni sera alle nove e trenta dal colle di Miravalle si propone come un simbolo di pace mondiale.
Saputo dell'ascesa da effettuare in bicicletta per effettuare la visita, Massimo e Manu hanno optato per un programma alternativo, come da foto seguente.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/rovereto-e-il-museo-della-guerra/thumbs/thumbs_126-rovereto-i-due-dormiglioni.jpg]50
Poveri... già dalla prima sera a Fabio tocca uscire da solo :-(

Il campo di Fossoli

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_01-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]290
L'ingresso al campo, a pochi km da Carpi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_02-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]270
Un mazzo di fiori all'ingresso è un piccolo tributo a chi è passato di qui e non è più tornato a casa
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_03-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]260
L'erba e gli alberi si sono impadroniti del campo, ma non era così quando il campo era in funzione; tutto era tetro e grigio, senza un filo d'erba
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_04-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]210
Una baracca
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_05-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]210
Purtroppo il campo versa in uno stato di abbandono, ecco l'unica baracca che è stata restaurata
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_07-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]230
Per il resto domina l'incuria, come sempre in Italia mancano i soldi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_09-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]210
La piazzetta delle adunanze, oggi ricoperta da un prato
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_10-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]210
Massimo filma una baracca, all'interno un cumulo di macerie
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_11-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]190
La vegetazione si è impossessata di quasi tutti gli edifici, rendendoli anche pericolosi, pericolanti
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_12-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]170
Il cartello "vietato l'accesso" indica lo stato di pericolo e di abbandono del campo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_14-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]210
Un simbolo: la vita intrappolata dai muri della baracca cerca la libertà
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_15-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]180
Fuori dal campo una campagna verde e rigogliosa che per moltissimi è stata solo un miraggio quotidiano
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_16-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]170
Un prato di fiori bellissimi indica che siamo al di fuori del campo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-campo-di-fossoli/thumbs/thumbs_18-vedute-del-campo-di-fossoli.jpg]150
Nonostante lo stato di degrado, molte scolaresche vengono accompagnate qui a vedere e a riflettere, grazie ad insegnanti illuminati; bisogna mantenere viva la memoria....

Il museo del deportato di Carpi

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_19-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]60
Il Palazzo dei Pio, nella piazza principale di Carpi, che ospita il museo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_20-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]80
Il cortile delle stele, che mostra sedici alte stele in cemento armato con incisi i nomi dei luoghi dello sterminio della seconda guerra mondiale
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_23-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]60
Parole da non dimenticare mai
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_25-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Cumuli di ceneri umane
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_26-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]70
Teli, Albania
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_27-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]70
Sawa, Urss
Giordano, Italia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_29-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]70
Una carta d'identità accanto a strumenti di tortura… ma questo è un uomo?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_30-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]70
Milan, Jugoslavia
Istvan, Ungheria
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_31-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]60
Ciò che resta di un prigioniero politico: un triangolo di stoffa rossa che lo marchia e un numero che lo priva di un'identità
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_34-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]140
Splendido tributo di Picasso ai deportati
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_36-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]90
Odoardo Focherini, Carpi. Dopo aver salvato oltre cento ebrei è stato scoperto ed arrestato; è poi morto nel campo di concentramento di Hersbruck.
Medaglia d'oro al Merito civile della Repubblica Italiana, iscritto all'Albo dei Giusti tra le Nazioni a Yad Vashem per la sua opera a favore degli ebrei durante l'Olocausto
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_38-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]40
Jovanka, Jugoslavia
Mordechaj, Polonia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_39-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]40
Sembrano innocenti biglietti da visita, ma sono sentenze di condanna a morte
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_45-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Vanio, Bulgaria
Emil, Danimarca
Franzl, Austria
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_46-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Arne, Norvegia
Alfred, Germania
Roger, Francia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_47-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Tatarov, Bulgaria
Henri, Belgio
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_49-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Ignota, Polonia
Henricus, Olanda
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_50-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Asika, Bulgaria
Marguerite Belgio
Giatrakos, Grecia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_52-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]60
opera di Guttuso
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_53-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Esther, Polonia
Franz, Austria
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_54-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Lars, Danimarca
Ioakim, Grecia
Lida, Cecoslovacchia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_56-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Graffito di Corrado Cagli che raffigura la morte che avanza vista dai prigionieri. Sono rappresentati i reticolati del filo spinato, deportati scarni e senza alcuna identità che si trascinano faticosamente e a terra deportati morti che hanno finalmente finito di soffrire.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_57-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]40
Pasa, Urss
Ary, Olanda
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_58-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]40
Rudi, Austria
Atanas, Bulgaria
Antonio, Italia
Olga, Romania
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_59-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]60
Christian, Danimarca
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_61-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
La poesia e il disegno di un bimbo, ucciso a 14 anni
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_62-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Bambini…...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_63-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
Anton, Bulgaria
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_64-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]60
Ritrovamenti dai campi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_65-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]70
Anka, Jugoslavia
Adolph, Lussemburgo
Pol, Belgio
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_67-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]50
La sala dei nomi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_68-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]40
Graffiti con i nomi di oltre tredici mila italiani morti nei campi di concentramento europei
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-del-deportato-di-carpi/thumbs/thumbs_22-il-museo-del-deportato-di-carpi.jpg]40
Il più agghiacciante in primo piano, ma tantissimi altri…. Molti nemmeno mai sentiti nominare… incredibile quanti siano stati….

L'ex lager di Bolzano

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_70-lex-lager-di-bolzano.jpg]40
L'inizio del percorso che si snoda lungo il muro dell'ex-lager, praticamente tutto quello che è rimasto del vecchio campo di transito. Strano che buona parte della popolazione bolzanina di oggi non conosca né il luogo né la sua triste storia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_71-lex-lager-di-bolzano.jpg]50
I lavori di restauro, per conservare i luoghi della memoria
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_72-lex-lager-di-bolzano.jpg]50
Pagine del diario di Vittorio Duca, scritto nel lager di Bolzano dal 22 ottobre 1944 al 30 gennaio 1945. Dopo il trasferimento al campo di Mauthausen, morirà nel campo di Gusen il 14 marzo 1945 all'età di 22 anni.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_73-lex-lager-di-bolzano.jpg]70
Immagini dell'epoca del lager
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_75-lex-lager-di-bolzano.jpg]60
Il muro restaurato, con all'interno alcuni edifici del nuovo quartiere residenziale
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_77-lex-lager-di-bolzano.jpg]40
Il campo di concentramento, immagini d'epoca
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_78-lex-lager-di-bolzano.jpg]30
Con la smobilitazione del campo di Fossoli (causata dall'avanzata da sud degli alleati e dai successi della resistenza partigiana) venne scelta Bolzano per ospitare l'intera struttura gerarchica e amministrativa del lager, e per trasferirvi i prigionieri. Nella scelta del luogo giocò un ruolo importante la vicinanza della ferrovia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_79-lex-lager-di-bolzano.jpg]20
Il numero di matricola più alto di cui si ha traccia è 11.116 (naturalmente i tedeschi distrussero quanto più poterono prima di abbandonare il campo). All'interno oppositori politici, zingari, ebrei, disertori, militari.....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_80-lex-lager-di-bolzano.jpg]20
Michael Seifert: questo il nome della più feroce guardia del campo, condannato all'ergastolo dopo il suo rintracciamento in Canada. Torture, esecuzioni e omicidi erano all'ordine del giorno
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_81-lex-lager-di-bolzano.jpg]10
Nel dopoguerra le baracche furono utilizzate per accogliere rimpatriati, profughi e senzatetto. Negli anni sessanta furono abbattute per far posto a nuovi edifici residenziali. A imperitura memoria rimane solo il muro restaurato.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_83-lex-lager-di-bolzano.jpg]20
Continuiamo il percorso intorno al campo, due corone onorano la memoria di chi ha perso la vita in questo posto.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_84-lex-lager-di-bolzano.jpg]20
Divise da lavoro e segni di riconoscimento: colori e numeri per spersonalizzare il più possibile i prigionieri
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_86-lex-lager-di-bolzano.jpg]20
Due piccoli pilastri segnano il luogo dove c'era l'ingresso principale al campo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_87-lex-lager-di-bolzano.jpg]30
Il percorso prosegue all'interno. Strano pensare che si possa vivere in un posto così carico di storia nefasta.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_88-lex-lager-di-bolzano.jpg]30
L'interno del campo, oggi parcheggio per i residenti
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_89-lex-lager-di-bolzano.jpg]30
Oggi la vita scorre normale dove una volta la vita non scorreva affatto
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_91-lex-lager-di-bolzano.jpg]30
E' giusto così; la vita oggi ha preso il posto della morte di ieri... purché non se ne smarrisca il ricordo...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/lex-lager-di-bolzano/thumbs/thumbs_92-lex-lager-di-bolzano.jpg]30
Uno squarcio a testimoniare del muro dell'ex-lager. Uno squarcio non solo fisico.

In viaggio verso Bressanone

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_127-in-viaggio-per-bressanone_0.jpg]330
Il rito della partenza; dopo aver fatto una bella colazione andiamo presso la fontana del paese a riempire le borracce. Fabio e Massimo tre borracce da 750 cc, Manu molto previdente una da 500 cc. Inutile dire che Manu alle 11 di mattina ha già finito le scorte e deve attingere alle riserve altrui!!!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_128-in-viaggio-per-bressanone_0.jpg]190
Navigatori pronti, borse caricate, tracciatore acceso e posizionato, caschi allacciati... non resta che mettere il cu.... sedere sui sellini
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_129-in-viaggio-per-bressanone_0.jpg]180
Sempre l'Adige, uno dei tanti attraversamenti di questi due giorni
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_130-in-viaggio-per-bressanone_0.jpg]160
L'aspetto è molto fresco... sarà perché siamo appena partiti?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_131-in-viaggio-per-bressanone_0.jpg]140
Il nostro "amico" Bostik, in omaggio al celebre collante. Durante la nostra pausa di dieci minuti ci ha raccontato più balle di un politico medio in campagna elettorale. Ci ha raccontato di sue imprese ciclistiche che farebbero impallidire Coppi e Bartali... Con una mossa strategica riusciamo a liberarcene ed evitare che si aggreghi al nostro gruppetto come voleva fare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_133-in-viaggio-per-bressanone_0.jpg]120
Più si sale verso nord, più la pista ciclabile diventa godibile
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_133a-in-viaggio-per-bressanone.jpg]150
Proiettati verso le montagne, domani ci aspetta il Brennero
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_133b-in-viaggio-per-bressanone.jpg]190
Dal punto di vista ciclistico questo tratto è stato uno dei più piacevoli di tutto il viaggio. Totalmente lontani dal traffico e immersi nella natura. Prati, viti e meli a perdifiato
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_134-in-viaggio-per-bressanone.jpg]140
Altra immagine della ciclabile sempre asfaltata fino a Bressanone
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_135-in-viaggio-per-bressanone.jpg]150
Massimo in un tentativo di fuga ?!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_136-in-viaggio-per-bressanone.jpg]140
Uno stretto nastro d'asfalto, l'Adige, il verde, le montagne
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_137-in-viaggio-per-bressanone.jpg]120
Pausa per rifocillarsi. Qualcuno inizia a sentire la prima fatica nonostante cerchi di mascherarlo nella foto
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_138-in-viaggio-per-bressanone.jpg]140
L'Adige, compagno assiduo anche oggi, sempre più impetuoso mano a mano che si sale
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_139-in-viaggio-per-bressanone-il-nostro-logo.jpg]140
Qualcuno ha disegnato tre motocicli su questi piloni per onorarci al nostro passaggio. Il monociclo era il logo che avevamo scelto inizialmente per il nostro sito
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_140-in-viaggio-per-bressanone-la-pioggia.jpg]140
Ahi ahi la tanto temuta pioggia fa la comparsa nei pressi di Bressanone, ma non ci spaventa affatto perchè siamo attrezzatissimi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-bressanone/thumbs/thumbs_141-in-viaggio-per-bressanone-la-pioggia.jpg]140
Via giù in discesa a ruota libera che il paese ormai è vicinissimo. La pioggia ci accompagnerà per questa mezz'ora e poi non la incontreremo più per tutto il resto del viaggio. Davvero una grande fortuna!

Bressanone

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_142-bressanone.jpg]60
Arrivo all'ostello di Bressanone. Anche la seconda è andata! Più che un ostello sembra un albergo, davvero consigliassimo!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_142a-bressanone.jpg]50
A passeggio per il paese in cerca dei posti selezionati per mangiare qualcosa
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_142b-bressanone.jpg]50
Eccolo, trovato! E' il Cafe am Gries, assolutamente consigliato con un banco dolci da non temere paragoni con i migliori Cafè di Vienna
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_143-bressanone.jpg]80
Beh in qualche modo bisogna reintegrare gli zuccheri, o no?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_144-bressanone.jpg]60
La bella Piazza del Duomo con la fontana
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_145-bressanone.jpg]70
Un lato di Piazza del Duomo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_146-bressanone.jpg]60
La bella cattedrale di Bressanone della metà del X secolo. La prima costruzione fu in stile ottoniano. L'edificio in origine romanico dispone di una porta gotica, venne poi, però, reso completamente barocco. Ricostruita in stile romanico dopo l'incendio del 1174 con navate, cripta, tre absidi e due campanili sulla facciata. Riedificata in forma barocca dal 1745 al 1754. Torri campanarie del XII secolo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_147-bressanone.jpg]70
Il chiostro del Duomo risalente al X secolo, rifacimento romanico della fine XII secolo, volte gotiche del XIV secolo. Famosi affreschi (XIV-XV secolo) e monumenti sepolcrali di vescovi e canonici. Luogo di preghiera e di sepoltura del clero del duomo. Celebre architettura romanica con volte a crociera del XIV secolo, che testimonia in un unico ambiente l'evoluzione dell'arte medievale. Monumento artistico di eccezionale importanza.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_148-bressanone.jpg]50
Altra immagine del chiostro, assolutamente da visitare
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_149-bressanone.jpg]50
A spasso per Bressanone, nei vicoli intorno alla piazza centrale
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_150-bressanone.jpg]50
il quartiere Via Portici Minori e Via Portici Maggiori, così chiamati per i portici quattrocenteschi che qui si possono ammirare
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_151-bressanone.jpg]50
Caratteristici i negozi e soprattutto le medievali case merlate di via Portici Maggiori
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_152-bressanone.jpg]50
Il palazzo vescovile, con museo diocesano e presepi, fortificato nella metà del 1200 che presenta due facciate decorate da splendide logge rinascimentali, e le facciate restanti in un superbo stile barocco. All’interno si cela un importante museo di ben 70 sale, che nel periodo natalizio diventa sede della mostra di presepi. Inoltre, affascinante è il Giardino dei Signori: un bellissimo giardino floreale, custodito entro quattro mura, che nella stagione calda fiorisce di colori e profumi e ospita al centro una statua bronzea recentemente restaurata.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_153-bressanone.jpg]40
Colonna millenaria: al lato della Piazza del Duomo, una grande colonna marmorea eretta in occasione dei festeggiamenti per i primi mille anni della città vescovile. Sulla cima è rappresentato l’agnello, simbolo della città, mentre alla base si trova il vescovo Zaccaria, oltre alle incisioni di alcuni avvenimenti storici rilevanti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/bressanone/thumbs/thumbs_154-bressanone.jpg]50
Per concludere al meglio la giornata siamo a cena con il nostro amico Helmut (di Ethical Banking) che non ha voluto mancare di venirci a salutare (e molto apprezzato, di offrirci la cena al Kutscherhof!)

In viaggio per Innsbruck

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_155-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]340
Massimo sembra già stanco ancora prima di partire, sarà vero?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_156-in-viaggio-per-innsbruck-vipiteno.jpg]410
Dopo 30 km la prima sosta a Vipiteno
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_157-in-viaggio-per-innsbruck-vipiteno.jpg]350
Bella località dal tenore assolutamente tirolese, sembra di essere già in Austria guardando gli edifici, la gente e le usanze del posto
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_158-in-viaggio-per-innsbruck-vipiteno.jpg]290
Si respira una bella atmosfera, ricca di tradizioni
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_159-in-viaggio-per-innsbruck-vipiteno.jpg]270
Nella piazzetta del paese assistiamo ad un concerto della banda, cosa che ci capiterà spesso anche in Austria. La musica pare una costante. La gente seduta al bar si gode lo spettacolo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_160-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]260
Riprendiamo il cammino che ci porterà al passo del Brennero. Confesso che lo temiamo un po' vista l'altitudine. La giornata meravigliosa però ci carica di entusiasmo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_161-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]230
La strada sale in modo costante ma non ci sono grossi strappi di salita.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_162-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]260
Ora si fa più dura ed ognuno è bene che salga con il proprio passo. Il paesaggio è verdissimo la pedalata decisamente piacevole nonostante abbiamo abbandonato la ciclabile e siamo rientrati sulla statale da Bressanone in poi (perché parte della ciclabile da lì è sterrata)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_163-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]280
Massimo sale con un discreto passo, Manu sempre a ruota (come poi in tutto il viaggio!). Il polpaccio di Manu, che il farmacista di Rovereto non è riuscito a curare, ora sta bene grazie al cerotto miracoloso di Fabio!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_164-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]240
Ormai siamo in prossimità del passo. Fabio decisamente più fresco dei compagni può fotografarli dall'alto mentre salgono qualche tornante più sotto. In questa foto Manu
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_165-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]240
E in quest'altra Massimo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_166-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]240
Il gruppetto si ricompatta a poche centinaia di metri dal passo del Brennero
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_166a-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]260
Ecco finalmente il passo, ce l'abbiamo fatta e grande è la soddisfazione. Ora ci aspettiamo una lunga discesa giù fino ad Innsbruck
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_166b-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]250
Fermata al passo per le foto di rito, per uno spuntino e soprattutto per la telefonate a casa. Fra pochi metri sarà Austria e le comunicazioni saranno ovviamente ridotte.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_166c-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]250
Molti veicoli a due e quattro ruote, ma in bicicletta ci siamo solo noi!!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_166d-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]250
Finita la pausa, si riparte pronti per buttarsi in picchiata in discesa verso Innsbruck. La giornata è stupenda, la tanto temuta pioggia e il freddo sul passo hanno ceduto il posto a un sole meraviglioso che fa splendere la natura con i suoi bellissimi colori. L'aria è tersa, l'orizzonte limpido.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_166e-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]230
La prima foto austriaca, ancora non si vede l'ombra di una discesa ma siamo fiduciosi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_167-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]210
Eccoci finalmente a godere della meritatissima discesa
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_168-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]260
In realtà la discesa è durata poco. Più che altro dobbiamo affrontare un falsopiano con prevalenza di qualche discesa. Manu inizia a lamentarsi non ce la fa più, vorrebbe una discesa unica di 30 km fino a Innsbruck!! Invece ci sarà da pedalare fino quasi all'arrivo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_169-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]300
Che meravigliosi paesaggi. La vista di questo torrente che attraversa il paese mi fa stoppare immediatamente la bicicletta per scattare questa foto
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-innsbruck/thumbs/thumbs_170-in-viaggio-per-innsbruck.jpg]310
Sembra strano vedere un torrente così in mezzo al paese con l'acqua a filo della strada e delle case. Ma le alluvioni qua non esistono? Sono una prerogativa italiana? Come fanno? Un paese così in Italia verrebbe spazzato via ogni autunno

Innsbruck

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_171-innsbruck.jpg]80
Arrivati a Innsbruck! Anche la terza tappa è andata. I miei compagni di viaggi Massimo e Manu mi paiono belli distrutti; si rirpenderanno ad andare a domani?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_172-innsbruck.jpg]50
Maria Teresien Strasse: la più bella via di Innsbruck. Ricca di bellissimi palazzi colorati.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_173-innsbruck.jpg]50
Le decorazioni di tre fra i più bei palazzi di Maria Teresien Strasse
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_174-innsbruck.jpg]50
il tetto d'oro, il famoso simbolo della città di Innsbruck si trova nella parte vecchia della cittá gotica, uno dei piú bei centri storici mediavali dell’ Austria; è considerato l'emblema della città. E' coperto di 2.657 scandole dorate.
L'edificio è stato costruito nel 1420 come residenza dei conti del Tirolo. In ricorrenza dell'arrivo del 1500 Massimiliano fece aggiungere da Niklas Türing l'erker. I lavori durarono dal 1497/98-1500.
Rilievi sul erker mostrano Massimiliano I con le sue due spose, cancelliere, giullare, ballerini di morris e stemmi (gli originali sono al Tiroler Landesmuseum).
Nel 1996 nell'edificio fu costruito il Museum Maximilianeum e nel 2007 fu riaperto dopo lavori ampliamento e risanamento come Museum Goldenes Dachl (museo tettuccio d'oro). Dal tetto d'oro si gode di una vista meravigliosa sul centro di Innsbruck.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_174a-innsbruck.jpg]90
Manu indica tre, come tre sono le tappe concluse. Prima della doccia, come sempre bisogna reintegrare i carboidrati e non ci sottraiamo mai a questo pesantissimo onere rifocillandoci in una delle migliori pasticcerie locali.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_174b-innsbruck.jpg]40
Oggi è il turno dello
Strudel-Cafe Kroell. Per chi ama lo strudel ma anche le torte salate questo e' il paradiso.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_175-innsbruck.jpg]30
Dopo la doccia la prima visita è dedicata al Duomo di San Giacomo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_176-innsbruck.jpg]30
Bella chiesa in stile barocco, costruita intorno al 1717 e completata nel 1724 su un precedente sito di una chiesa gotica. All'interno si apprezzano le decorazioni barocche opera di Johann Jakob Herkommer. In particolare, è conosciuta per ospitare la celebre ‘Madonna di Cranach' di Lucas Cranach il Vecchio, e un singolare carillon da cui esce una dolce melodia, conosciuta come la ‘sinfonia della pace’. Si noti anche il monumento all'arciduca Massimiliano III costruito nel 1620.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_178-innsbruck.jpg]30
A passeggio per il bellissimo centro di Innsbruck.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_179-innsbruck.jpg]30
Il fiume Inn. Anche in questo caso molto vicino alla strada e alle case.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_180-innsbruck-jpg.jpg]80
Buffa statua collocata a fianco del fiume che i due personaggi stanno guardando. Il mozzicone di sigaretta in bocca all'uomo ovviamente non fa parte della statua ma è stato aggiunto da qualche simpatico buontempone :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_182-innsbruck.jpg]50
Il palazzo imperiale. L'Hofburg di Innsbruck era un tempo residenza dei conti del Tirolo e successivamente diventato palazzo reale di Massimiliano e Maria Teresa d'Austria. Le sale imperiali affascinano per suggestione storica e abbondanza di decori, così come accade per le gallerie, la sala del trono e i grandi giardini. L'architettura attuale si deve a Maria Teresa d'Austria, che rielaborò l'austerità precedente con l'arte e lo stile della sua epoca, il barocco, tra il 1766 ed il 1770. Nella visita agli interni si avrà modo in particolare di apprezzare la Sala dei Giganti (Riesensaal), che un tempo accoglieva l'aristocrazia europea per le feste più sfarzose (si noti in particolare il soffitto, dipinto nel 1776 da un pittore locale:Franz Anton Maulbertsch), la Sala delle Guardie (Gardesaal), usata anche per importanti incontri di diplomazia, la Stanza Atmutter e la serie degli appartamenti imperiali, in una successione di 27 stanze. Da non perdere la sala Anfreas Hofer, progettata tra il 1770 ed il 1773. Il palazzo è aperto tutto l'anno dalle 9.00 alle 16.30 (17.00).
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_185a-innsbruck.jpg]50
All'interno dei giardini imperiali due scacchiere ospitano giocatori abituali davanti ad un pubblico di ammiratori
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_186-innsbruck.jpg]30
I giardini imperiali.
L' Hofgarten è un parco pubblico storico protetto. È situato nel centro storico, adiacente al palazzo Imperiale. Nell'arco dei suoi 600 anni di vita il giardino ha conosciuto una trasformazione continua. E' diventato giardino rinascimentale, giardino barocco e infine da 150 anni giardino inglese. Nel parco crescono ancora alberi che sono stati piantati personalmente dall'imperatrice Maria Teresa d'Austrai. L'ultima trasformazione fu eseguita da un maestro sconosciuto solo quattro decenni dopo il progetto, con notevole differenza dalle intenzioni di Sckell.
L'Hofgarten di Innsbruck è gestito dai Österreichische Bundesgärten, un dipartimento subordinato al ministero dell'ambiente, e costituisce un'area ricreativa al centro di Innsbruck con una interessante varietà di alberi, uno stagno, un moderno parco giochi, una serra e un popolare ristorante con giardino.
Per la manutenzione del parco è responsabile una amministrazione. Nel centro del parco c'è un padiglione costruito nel 1733, dove si svolgono molti eventi (soprattutto concerti). Su due scacchiere sovradimensionate vengono tenuti tornei di scacchi.
La serra contiene circa 1.700 specie di piante che si possono ammirare nei giorni feriali. Durante le mostre di quadri e sculture tenute nei mesi estivi, la serra è aperta anche nei giorni festivi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_186a-innsbruck.jpg]40
Cosa starà fotografando Fabio?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_187-innsbruck.jpg]30
Ah ecco cosa stava fotografando!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_188-innsbruck.jpg]60
Massimo: morto di fatica oppure in relax a godersi la frescura del parco?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_190-innsbruck.jpg]70
A riddaie ... a no beh, allora morto di fatica! :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_191-innsbruck.jpg]60
Il palazzo imperiale e sullo sfondo la bella chiesa imperiale
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_192-innsbruck.jpg]60
Interno della chiesa imperiale.
La chiesa imperiale di Innsbruck nasce nel Cinquecento grazie al volere dell'imperatore Ferdinando I e oltre ad essere stata una delle chiese più importanti dell'Impero, è stata anche emblema delle lotte per l'Indipendenza, diventando santuario nazionale tirolese. Le tre navate ne fanno una chiesa abbastanza grande, con elaborate decorazioni rinascimentali e barocche. La principale attrazione è il sarcofago di Massimiliano I imperatore, ritenuto il monumento funerario più importante d’Europa. Il cenotafio, del XVI, è opera di artisti del calibro di Albrecht Dürer, Vischer e Alexander Colin e si ammira per la bella griglia quadrangolare in metallo, riccamente decorata, che protegge il sarcofago stesso (si ricorda che l'interno non raccoglie le spoglie dell'imperatore). Il tutto è circondato dal 28 statue di bronzo, gigantesche, chiamate Schwarznmander (uomini neri), che fanno la guardia al grande imperatore: sono presenti i bronzi di re Artù, Teodorico re dei Goti, Bianca Maria Sforza (seconda moglie di Massimiliano), Carlo V e Filippo II, tra gli altri. Il mausoleo è stato eretto dallo stesso Ferdinando, che era il nipote di Massimiliano, a rappresentare la potenza e la legittimità del Sacro Romano Impero. Della chiesa si apprezzino anche il Coro dei 'principi', in stile rinascimentale, e gli stalli, così come anche la tomba di Andreas Hofer, patriota tirolese. Ad un lato si nota la bella cappella di Silberne, eretta per Filippina Welser, moglie di Ferdinando II del Tirolo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_193a-innsbruck.jpg]60
Altra veduta dell'interno della chiesa imperiale
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_194-innsbruck.jpg]70
Il ritorno nella via principale di Innsbruck ci riserva il consueto appuntamento con lo spettacolo musicale della banda del paese.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_195-innsbruck.jpg]50
La folla ascolta soddisfatta e applaude calorosamente i suonatori. La musica da strada è una costante del nostro viaggio.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_196-innsbruck.jpg]40
Bella veduta di Maria Teresien Strasse ricca di edifici in stile barocco, ma a primeggiare è il colore rosa-arancio della 'casa di Helbling', ampiamente decorata intorno al XVIII secolo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_197-innsbruck.jpg]40
Altra bellissima veduta della via
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_198-innsbruck.jpg]40
Arco di trionfo in Leopold Strasse, la continuazione di Maria Theresien Strasse verso sud.
Ricorda un arco di trionfo romano, non fosse che invece appartiene al XVIII secolo. Ragguardevoli le elaborate decorazioni raffiguranti Francesco I e Maria Teresa, l'arciduca Leopoldo e le sue sorelle, compresa la ben nota Maria Antonietta.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_199-innsbruck.jpg]40
La Teresien Strasse vista attraverso l'arco di trionfo guardando verso nord
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_200-innsbruck.jpg]40
Ancora la Teresien Strasse con la vista della torre. La proposta di Fabio di salire sulla torre (qualche centinaio di gradini) ottiene dai suoi compagni la stessa risposta già ricevuta quando ha proposto la salita alla campana dei caduti di Rovereto... facile immaginare quale... :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_201-innsbruck.jpg]50
Il tetto d'oro visto di sera durante la solita peregrinazione notturna di Fabio in solitaria.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_201a-innsbruck.jpg]50
Massimo tranquillo, è solo una foto!!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/innsbruck/thumbs/thumbs_202-innsbruck.jpg]50
Fantastica la ragazza dell'ostello. Dovendo noi partire prestissimo l'indomani e quindi non potendo fare colazione alle 6 di mattina presso l'ostello la gentilissima .... (non ricordo il nome mannaggia) ... ci ha fatto trovare la sera prima un pasto da prendere con noi in viaggio. Pensiero fantastico ma Manu non apprezzerà e butterà via quasi tutto il pasto! vergogna!

In viaggio per Salzburg

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-linz/thumbs/thumbs_203-in-viaggio-per-salisburgo.jpg]540
Partenza prestissimo perchè ci aspetta una tappa molto lunga, 165 km. La prima della serie di quattro tappe particolarmente dure. Sappiamo che se ce la faremo a completare queste 4 non ci fermerà più nessuno!!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-linz/thumbs/thumbs_204-in-viaggio-per-salisburgo.jpg]360
E' un piacere pedalare per la bassa Austria. Piste ciclabili quasi ovunque e in ogni caso strade con poco traffico. Il paesaggio è sempre lussureggiante. Massimo pedala alla grande, Manu arranca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-linz/thumbs/thumbs_205-in-viaggio-per-salisburgo.jpg]290
Verso la conclusione della tappa si fa un passaggio in Germania per rientrare poi in Austria pochi chilometri prima di Salisburgo. D'obbligo la foto con il cartello che segna il confine fra Austria e Germania.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-linz/thumbs/thumbs_206-in-viaggio-per-salisburgo-terrore-in-galleria.jpg]260
Uno dei momenti meno piacevoli del viaggio. Dobbiamo affrontare una galleria che scopriamo essere vietata alle biciclette. L'alternativa è fare una deviazione da aggiungere ai tantissimi km già percorsi oppure fare la galleria sullo strettissimo marciapiede con la bicicletta a mano. Optiamo per la seconda anche perchè inizia a essere tardi. La galleria è lunga qualche km, percorsi con autotreni che sfrecciano velocissimi a pochi centimetri. Per chi volesse fare la tappa mettere in conto di fare la deviazione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-linz/thumbs/thumbs_207-in-viaggio-per-salisburgo.jpg]340
Dai ragazzi che siamo quasi arrivati! Sembrate mezzi morti !! Sbaglio o i cerotti iniziano ad essere un po' troppi?

L'emozionante incontro con Marko Feingold

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_208-salisburgo-con-feingold.jpg]70
Ecco Marko Feingold, sopravvissuto alla detenzione in diversi campi di concentramento e sterminio, fra i quali proprio quello di Auschwitz. Lo incontriamo alla veneranda età di 100 anni ma ne dimostra tranquillamente una ventina in meno. Pasteggia assieme a noi con gulasch e boccalone di birra. Alla salute!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_208a-salisburgo-con-feingold.jpg]50
All'ingresso del ristorante saluta calorosamente una persona e si intrattiene a conversare affabilmente con lei inducendoci a pensare che sia un caro amico. A tavola ci confida invece che si trattava di una SS. Un brivido corre lungo la schiena... ma com'è possibile avere un rapporto amichevole? Sembra impossibile. Ci confida che si comporta così per fargli credere di essere amici semplicemente perché si diverte a prenderlo in giro... grande Marko, sei un mito !
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_208b-salisburgo-con-feingold.jpg]60
Dopo mangiato Marko ci rilascia volentieri un'intervista durante la quale ci racconta alcuni episodi dell'epoca. Ci racconta che ancora oggi una volta alla settimana visita le scuole per tenere lezioni di storia sul periodo del nazismo. Tenere lezioni di storia a 100 anni non è male, anche solo per una questione di memoria. Eccezionale incontro.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_209-salisburgo-con-feingold.jpg]40
Dopo la liberazione è stato protagonista del salvataggio di migliaia di ebrei sopravvissuti allo sterminio aiutandoli a superare la frontiera con l'Italia senza essere scoperti. Per questo aprì un varco fra le montagne occupandosi personalmente di organizzare il viaggio.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_210-salisburgo-con-feingold.jpg]60
Immancabile foto di gruppo. L'incontro con Marko Feingold resterà uno dei momenti più intensi ed emozionanti del viaggio. Non siamo nemmeno riusciti a pagare la cena che ha voluto assolutamente offrirci lui! Grazie di tutto!

Salzburg

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_207a-in-viaggio-per-salisburgo.jpg]50
Arrivati a Salisburgo, anche la quarta tappa è conclusa!
In questa foto la fortezza: simbolo di Salisburgo. Troneggia sopra la città, può essere raggiunta o a piedi (con una salita di circa 10 minuti) o con la funicolare.
La fortezza che troneggia sopra la città è visibile già da lontano; è unica nel suo genere in Europa. Non è soltanto la più grande fortezza medievale d´Europa, ma fa anche parte delle fortezze meglio conservate. Sin dal 1900 occupa il secondo posto tra le più visitate attrazioni turistiche di tutta l´Austria e ospita oggi concerti ed eventi a Salisburgo.
Il panorama della città di Mozart così come dei monti e delle valli circostanti è spettacolare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_207b-in-viaggio-per-salisburgo.jpg]40
Il ponte Makartsteg dal quale godere di una bellissima vista sulla città; in questa foto il fiume Salzach che attraversa la città
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_211-salisburgo.jpg]30
Anche stasera Fabio visita la città in perfetta solitudine; i compagni di viaggio stanchi e preoccupati per la tappa di domani vanno a letto prestissimo. :-(
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_212-salisburgo.jpg]30
La Getreidegasse (parallela alla Griesegasse ma più interna) con i suoi famosissimi cartellini in ferro battuto, un simbolo delle corporazioni di una volta. Questa strada è la più famosa strada di shopping di tutta la città di Salisburgo e ospita la casa natale di Mozart. Il proseguimento è l'altrettanto ammirevole Judengasse.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_213-salisburgo.jpg]30
Grande piazza nel centro della città, in notturna
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_214-salisburgo.jpg]20
Immagine della città di sera, tavolini all'aperto permettono di godersi la tranquillità della serata estiva in compagnia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_215-salisburgo.jpg]30
Altra immagine del centro della città in notturna
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_216-salisburgo.jpg]30
Ponte sul fiume Salzach
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_217-salisburgo.jpg]30
I lucchetti di Moccia sono arrivati pure qua !!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_218-salisburgo.jpg]30
La Makartplatz, dove c'è la casa d´abitazione di Mozart che oggi ospita un interessante museo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_219-salisburgo.jpg]20
La casa abitazione di Mozart. Non è la casa natale del musicista che si trova invece in Getreidegasse, sull'altra riva del fiume.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_220-salisburgo.jpg]30
Ancora la casa abitazione di Mozart in Makartplatz
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/linz/thumbs/thumbs_221-salisburgo.jpg]20
La strada più antica e conosciuta di Salisburgo: la Linzer Gasse.
Il centro storico di Salisburgo è come un prezioso gioiello: non si può far a meno semplicemente di ammirarlo. Posta pittorescamente tra il fiume Salzach e due colli cittadini, da secoli affascina turisti e suoi abitanti, scrittori e poeti. La città vecchia di Salisburgo fa parte del patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO e offre continuamente scorci incantevoli: sia in estate che in inverno. Le strette strade come questa invogliano a gironzolare senza meta e a fare shopping e, tra le antiche mura, ci sono numerose mostre da visitare. Per rimettersi in forze, poi, nei tipici caffè austriaci vengono servite ottime specialità di caffè, dolci e strudel.

In viaggio per Linz

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-harheim/thumbs/thumbs_222-in-viaggio-per-linz.jpg]220
Quinta giornata di viaggio, anche oggi ci aspetta una tappa piuttosto dura, 135 km se non sbaglieremo strade.
Le strade sono sempre tranquille e godibilissime, un piacere pedalare in mezzo a questa natura rigogliosa.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-harheim/thumbs/thumbs_223-in-viaggio-per-linz.jpg]140
Ovunque prati, verde, colline. Pedaliamo con grande gioia in mezzo a questi paesaggi agresti anche se i pensieri iniziano ad andare a quello che ci attende fra poco, il famigerato castello di Hartheim. Sarà il primo momento, durante il viaggio, nel quale dovremo confrontarci con un luogo legato direttamente, e nel modo più terribile, alle atrocità naziste.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-harheim/thumbs/thumbs_224-in-viaggio-per-linz.jpg]130
Continuiamo a pedalare nel silenzio, nessuno parla più. Siamo tutti in preda ai nostri pensieri. Forse perchè la stanchezza inizia a farsi sentire, forse per la vicinanza del luogo che stiamo cercando. Ci pare molto strano non trovare indicazioni per il castello. Se non avessimo avuto i nostri navigatori satellitari non l'avremmo trovato mai. Credevamo che un luogo tanto noto fosse indicato con dovizia di segnalazioni invece nulla, quasi che fosse preferibile cancellarne il ricordo. Il primo cartello indicante il castello è a pochi metri dal posto, seminascosto, scritto male su un paletto di legno.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-castello-di-harheim/thumbs/thumbs_225-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]160
E finalmente ecco il mostro. Naturalmente il mostro non è lui ma l'uomo reso tale dalla malvagità che qui ha saputo raggiungere uno dei vertici più alti. L'aspetto contrasta fortemente con l'idea che abbiamo di questa struttura e di ciò che vi è avvenuto 70 anni fa. La campagna circostante è verdissima e rigogliosa. Sembrerebbe un luogo di ristoro, di riposo; invece proprio qui è avvenuto uno sterminio fra i più vili e abietti mai concepiti dall'essere umano.

Il castello di Hartheim

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_226-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]50
Il castello, detto Schloss Hartheim, fu costruito da Jakob von Aspen nel 1600. È un castello di dimensioni piuttosto ridotte e nelle sue vicinanze si trovano strutture simili. Nel 1898 fu donato dal Principe Camillo all'Organizzazione di Carità dell'Austria Superiore come centro educativo e di cura soprattutto per disabili.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_227-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
Il castello di Hartheim divenne tristemente famoso come sede, durante il periodo di apertura dei campi di concentramento nazisti, di esecuzioni di massa, in applicazione della disposizione sulla eutanasia voluta da Hitler ed era anche definito "scuola di assassinio". Il castello era in posizione isolata, vicino alla linea ferroviaria e vicino anche al lager di Mauthausen. Nel castello venne costruita una camera a gas che funzionò non solo per Mauthausen, ma anche per Dachau. Da Dachau venivano organizzati viaggi della morte, diretti al castello, ma anche da altri campi che non avevano camere a gas.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_228-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
Fanno da contrasto la pace e la tranquillità del posto. Chissà che peso si porta la gente del posto per vivere in un luogo che porta un nome tanto marchiato dall'infamia.
E purtroppo, pur non avendo nessuna colpa, resterà sempre e comunque gente della località di Hartheim.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_229-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
La struttura è composta di quattro piani, ma soltanto il primo veniva utilizzato per lo sterminio.
Arrivavano i pullman con la gente disabile che veniva portata via dagli istituti di cura con la forza e con l'inganno. Una volta arrivati qua dopo circa due ore passavano per il camino del forno crematorio.
Senza averlo chiesto, senza colpe, senza aver dato fastidio a nessuno; solo perchè qualcuno li riteneva fastidiosi, ingombranti, non degni di vivere, da eliminare come rifiuti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_230-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
Targhe commemorative in tutte le lingue
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_231-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
Targhe di martiri italiani
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_231a-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
Non solo disabili, ma anche detenuti che qui venivano portati da altri campi per essere uccisi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_231b-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
Morto a 22 anni per aver combattuto il nazifascismo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_232-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
I piani superiori erano destinati al personale, agli uffici e alle sale di ricevimento dove si organizzavano frequentemente serate di festa, cene e danze.
Ma come poteva la gente che lavorava (lavorava ?! è un lavoro quello??) qui dormire poi tranquillamente la notte per recuperare le forze necessarie al lavoro del giorno dopo? Ma quanto si può abbruttire un essere umano?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_233-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]10
Questa vetrata sostituisce l'ingresso dal quale entravano i pullman carichi di condannati; in trasparenza i nomi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_234-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]10
E questo era il luogo dove il pullman appena varcata la soglia si fermava. Le vittime scendevano e venivano indirizzate in un percorso che di li a poco avrebbe posto fine alle loro sofferenze.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_235-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]10
Chissà se scesi dal pullman avranno potuto guardare verso il cielo... che comunque era pronto ad accogliere le loro anime e il loro spirito.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_236-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]10
Ecco l'immagine di un grande Uomo ancor prima che di un grande Vescovo cattolico, Clemens August Von Galen.
Dopo aver combattuto per anni in tutti i modi l'ideologia nazista nel 1941 pronunciò tre omelie dichiaratamente antinaziste: il 13 e 20 luglio contro l'occupazione e la confisca di conventi e monasteri, e l'espulsione violenta dei religiosi, che cessarono per ordine di Hitler il 30 luglio; il 3 agosto contro il programma segreto Aktion T4 per l'eliminazione di disabili psichici e fisici, malati lungodegenti e terminali, e pazienti non tedeschi, visto come negazione del quinto comandamento biblico «non uccidere»:
« Hai tu, o io, il diritto alla vita soltanto finché noi siamo produttivi, finché siamo ritenuti produttivi da altri? Se si ammette il principio, ora applicato, che l'uomo improduttivo possa essere ucciso, allora guai a tutti noi, quando saremo vecchi e decrepiti. Se si possono uccidere esseri improduttivi, allora guai agli invalidi, che nel processo produttivo hanno impegnato le loro forze, le loro ossa sane, le hanno sacrificate e perdute. Guai ai nostri soldati, che tornano in patria gravemente mutilati, invalidi. Nessuno è più sicuro della propria vita. »
(Omelia presso la chiesa di San Lamberto, 3 agosto 1941.)
Di fronte a proteste crescenti, Adolf Hitler fu costretto a dichiarare sospeso il programma di eutanasia nazista, ma di fatto esso proseguì fino alla caduta del Terzo Reich. Martin Bormann chiese l'impiccagione di von Galen, ma Joseph Goebbels convinse Hitler ad attendere la vittoria finale per pareggiare i conti, ribattendo:
« Se ora si procedesse contro il vescovo, tutta la Vestfalia andrebbe persa per l'impegno bellico»
Le tre omelie di von Galen furono diffuse clandestinamente in tutta la Germania da cattolici, da luterani e da ebrei. Tra Il 4 e il 5 novembre aerei alleati fecero piovere sulla Vestfalia volantini con il testo dell'omelia del 13 luglio. Il 9 novembre Goebbels pronunciò un minaccioso ammonimento pubblico contro von Galen senza nominarlo direttamente, mentre centinaia furono gli arresti tra chi che diffondeva le sue omelie. L'8 giugno del 1943 il New York Times dedicò un articolo a von Galen, definendolo «l'oppositore più ostinato del programma nazionalsocialista anticristiano».
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_237-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]10
Foto d'epoca raffigurante il camino ... che non smetteva mai di funzionare...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_238-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]10
Ecco invece i medici che avevano giurato di svolgere la loro professione per salvare vite umane.
Dietro questo sorrisetto si cela un vile criminale, responsabile con il suo comportamento collaborativo dell'uccisione di migliaia di innocenti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_239-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
Ecco qua fotografato il "personale" del castello nei momenti di svago. Fra uno sterminio e l'altro organizzavano feste, attività sportive, gite in pullman e altri eventi mondani. Una cosa che non si riesce nemmeno a concepire.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_240-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
Oggetti delle vittime ritrovati dopo la fine della guerra.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_241-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
Alcuni volti... le caselle senza foto sono per tutti coloro che sono stati uccisi senza lasciare nemmeno un'immagine o un nome... Spesso venivano sottratti alle famiglie con l'inganno, promettendo cure amorevoli. Poi alla famiglia arrivava una lettera che annunciava il decesso naturalmente sempre attribuito a cause del tutto inventate.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_242-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
Qualche pannello con dei nomi, tanti altri lasciati forzatamente bianchi...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_243-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
Questa mappa indica il percorso della morte che avveniva in una sola ala del piano terra del castello
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_244-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
Proprio dalla sala dei nomi inizia il percorso identificato dalla passerella posizionata affinché i nostri piedi non calpestino quelle terribili pavimentazioni. In 6 stanze in successione si snoda il terribile passaggio dalla vita alla morte. Nella prima la vestizione, nell'ultima il forno crematorio.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_246-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
La seconda stanza è la camera a gas. Si nota il beccuccio che attraverso un foro nella parete immetteva il gas depositato nella stanza vicina, la terza.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_247-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
La stanza dove venivano temporaneamente accatastati i corpi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_248-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]20
Il forno crematorio. Al suo posto oggi una luce che identifica il posto esatto. Piace pensare che quella stessa Luce abbia accolto le anime nel Paradiso dei Santi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/castello-di-hartheim/thumbs/thumbs_249-in-viaggio-per-linz-hartheim.jpg]30
Usciamo dal castello molto provati. Ci voltiamo indietro a guardarlo, bianco, pulito, candido; ancora non pare possibile credere a quanto abbiamo visto e ascoltato. Lui ci guarda, bello, sereno, maestoso, imponente; sembra voler far finta di niente.
Ma custode di segreti e storie che susciteranno orrore inesprimibile per il resto dei giorni.

Linz

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_250-linz.jpg]40
A pochi chilometri da Hartheim ci accoglie la bella città di Linz, con la sua splendida e immensa piazza Hauptplatz. I sentimenti sono contrastanti. Siamo finalmente e definitivamente entrati nel contesto principale del viaggio. La memoria. E, ne siamo certi fin d'ora, il ricordo di ciò che stiamo vedendo non ci abbandonerà più.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_250a-linz.jpg]50
Arrivo all'ostello Wilder Mann. Non vicinissimo dal centro (raggiungibilissimo comunque a piedi) ma sicuramente un'ottima soluzione per il pernottamento
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_251-linz.jpg]30
Bei palazzi sulla Landstrasse, bella via principale che conduce a Hauptplatz
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_252-linz.jpg]50
Chiesa di Martin Lutero: In base al privilegio tollerante dell’imperatore Giuseppe II (1781) nell’Austria superiore fu approvata la confessione evangelica. Il 20 ottobre 1844 fu consacrata la prima chiesa evangelica di Linz. Secondo il regolamento edile cattolico, valido all’epoca la chiesa evangelica doveva essere costruita in una distanza di 50 metri dalla strada, in modo tale da non essere troppo dominante nell’ambiente.
La cosa buffa è che oggi questa distanza rende la chiesa ancora più bella e visibile; attira molto di più l'attenzione del passante realizzando così un risultato esattamente contrario a quello sperato.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_254-linz.jpg]30
Il Nuovo Duomo: è considerata la chiesa più grande austriaca; è stata finita nel 1924 e offre posti per 20 000 persone. Si tratta di una cattedrale fondata ex-novo nel 1855 dal vescovo Franz-Josef Rudigier e costruita in stile neogotico.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_255-linz.jpg]40
Al suo completamento, la precedente vecchia cattedrale della città divenne una chiesa parrocchiale.
Si possono ammirare bellissimi affreschi delle finestre, per esempio “Finestre di Linz” oppure “Finestre dell’Imperatore”. La galleria interna, accessibile durante le visite, offre una spettacolare panoramica nella navata del duomo dall’altezza di 15 m.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_257-linz.jpg]30
Raccomandabile anche la visita della torre, durante la quale si potrà godere della bellissima panoramica della città.
Nella torre del Duomo Mariano è installato l’eremitaggio del Duomo Mariano di Linz, dove nel passato le abitanti del Duomo potevano passare una settimana nel silenzio e ascesi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_258-linz.jpg]30
Ritorno ad Hauptplatz dove svettano la settecentesca e barocca Dreifaltigkeitssäule (Colonna della Trinità), alta 20 metri ed il Duomo Vecchio eretto dai gesuiti nella seconda metà del Seicento. Sulla piazza principale si affaccia, maestoso, anche il Linzer Schloss (Castello di Linz), ricostruito nel corso del Quattrocento sui resti di un castrum romano. Ampliato dall'Imperatore Rodolfo II del Sacro Romano Impero nel 1600, oggi è sede di un museo che custodisce oggetti (di uso quotidiano, ma anche pezzi numismatici e strumenti musicali) dedicato alla storia , alla società ed al folklore locale.
Imponente, la colonna del 1723 è dedicata alla Santissima Trinità. Il tipico simbolo del barocco fu costruito come espressione di gratitudine per la sopravvivenza dei cittadini ai cataclismi e quale simbolo di protezione dalla guerra, dall’incendio e dal morbo. Svolse il ruolo di mercato e contribuì allo sviluppo economico della città.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_259-linz.jpg]30
Il Vecchio Duomo: la chiesa fu costruita dai Gesuiti negli anni 1669–1683 secondo il progetto di PF. Carlone. Il duomo diventò pontificale dopo che Giuseppe II dichiarò la città Linz città diocesana. Nel 1909 I Gesuiti sono ritornati. Il Duomo si trova sulla parte finale sud della Piazza centrale, accanto al convitto gesuitico. Anton Bruckner ci operò negli anni 1856–1868 come organista. L’organo fu costruito secondo il progetto di Anton Bruckner e viene utilizzato fino ad oggi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_261-linz.jpg]30
Anche a Linz non ci possiamo perdere il concerto per strada, questa volta in piazza. La passione degli austriaci per la musica classica è veramente encomiabile.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_262-linz.jpg]30
A spasso per il centro storico, dietro il lato occidentale della piazza, nei pressi del castello, centro temporale dell'impero degli Asburgo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_263-linz.jpg]30
La visita della casa di Mozart è possibile soltanto dall'esterno.
La targa ricorda che in questa piazza, in un edificio rinascimentale della seconda metà del XVI secolo, abitò Mozart che, da genio qual'era, riuscì in soli tre giorni a terminare la splendida composizione della Sinfonia N.36 in do Maggiore, "Sinfonia Linz" o "Sonata di Linz"... una di quelle musiche che i musico-terapeuti dicono possa guarire molte malattie.
Mozart stesso scrisse ad un amico durante il suo soggiorno il città: "Martedì 4 Novembre darò un gran concerto in teatro e, non avendo portato con me nessuna Sinfonia, ne sto scrivendo una a gran velocità, poiché devo terminarla per quella data".
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/la-citta-di-linz/thumbs/thumbs_264-linz.jpg]30
Con la visita alla casa di Mozart si conclude anche la quinta giornata del viaggio. Siamo molto pensierosi e taciturni. L'indomani ci aspetta una tappa lunga ma distensiva, lungo il bel Danubio blu. Sarà poi vero che è blu?

Il viaggio per Krems and der Donau (I)

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-and-der-donau-i/thumbs/thumbs_265b-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]920
Ci rimettiamo in viaggio la mattina presto, anche oggi ci aspetta una tappa molto lunga. Il ricordo del castello è ancora vivo nelle nostre menti, ma ancora più forte è l'attesa per la visita imminente di un "mostro" il cui nome è entrato nelle nostre menti in modo tetro da quando eravamo bambini: Mauthausen.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-and-der-donau-i/thumbs/thumbs_265a-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]380
Ci vorranno una ventina di km di pedalata per arrivare all'ex-campo di Mauthausen, che si raggiunge allontanandosi di pochi km dal Danubio.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-and-der-donau-i/thumbs/thumbs_267-in-viaggio-per-krems-an-der-donau-gusen.jpg]260
Ma prima di visitare Mauthausen ci imbattiamo in uno dei suoi campi satellite: Gusen. Campo piuttosto famoso fra i campi minori. Oggi rimane solo un monumento memoriale all'interno di un quartiere residenziale le cui abitazioni moderne hanno rimpiazzato le baracche di un tempo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-and-der-donau-i/thumbs/thumbs_269-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]310
La natura in questa zona è particolarmente lussureggiante, campi di segale e di grano ovunque. Non ci si aspetterebbe di trovare una natura così bella intorno ad un luogo che nel nostro immaginario abbiamo sempre considerato terribile e orribile
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-and-der-donau-i/thumbs/thumbs_270-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]220
Uno strappo in salita piuttosto duro ci porta sulla sommità di una collinetta...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-and-der-donau-i/thumbs/thumbs_271-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]200
... in cima alla quale inaspettato appare grigio e tetro il muro di cinta dell'ex lager di Mauthausen
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-and-der-donau-i/thumbs/thumbs_272a-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]210
Massimo in bicicletta sul piazzale antistante al campo. L'ingresso che si vede non è quello che utilizzavano i prigionieri per entrare e uscire dal campo ma quello che utilizzavano le guardie per entrare e uscire con i mezzi motorizzati.

Mauthausen

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_273b-mauthausen.jpg]240
Le nostre biciclette in mezzo al piazzale; l'ingresso del campo e le mura di cinta
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_273-mauthausen.jpg]200
81.000 persone hanno perso la vita in questo campo durante gli anni in cui è stato in funzione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_274-mauthausen.jpg]180
Proprio davanti all'ingresso del campo, visto nelle precedenti foto, c'è questa vasca che all'epoca veniva utilizzata come piscina per i carnefici e per le loro famiglie. Mentre i prigionieri venivano uccisi quotidianamente con il lavoro, dalle malattie e dalla denutrizione, a pochi metri di distanza i criminali si rilassavano in piscina con i propri cari.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_276-mauthausen.jpg]160
Il cortile interno dove entravano i militari e parcheggiavano i mezzi nei garage
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_277-mauthausen.jpg]140
Camminata sui muri di cinta, dove le guardie svolgevano il servizio di sorveglianza armata.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_279-mauthausen.jpg]120
Ecco il campo da calcio, a fianco a dove c'erano le baracche dei malati, portati fuori dal campo. A pochi metri da dove morivano i malati si svolgevano partite di pallone di un vero e proprio campionato di calcio locale.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_278-mauthausen.jpg]120
Ecco in una foto d'epoca la formazione del Mauthausen, partecipante ad un campionato di calcio con le squadre dei paesi del circondario. E' un altra prova del fatto che le comunità locali intorno al campo sapevano perfettamente tutto.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_282-mauthausen.jpg]100
L'appartamento del comandante del campo, sopra il cortile dove entravano i mezzi dei nazisti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_281-mauthausen.jpg]80
Sullo stesso balcone della foto precedente, in una foto d'epoca, il comandante posa trionfante, fiero ed orgoglioso per il "lavoro" che sta svolgendo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_283-mauthausen.jpg]90
Il retro dell'appartamento del comandante. Una volta qui risiedevano i militari nazisti, ora è pieno di monumenti dedicati, dai vari paesi, alle loro vittime.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_287-mauthausen.jpg]320
Il monumento ai caduti italiani.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_285-mauthausen.jpg]140
Sul retro del monumento tantissime targhe a memoria degli italiani che qui hanno subito il martirio
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_288-mauthausen.jpg]100
I monumenti che manifestano forza, potenza e coraggio sono stati eretti dai paesi dell'est. Indicano con orgoglio che i nazisti sono stati sconfitti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_290-mauthausen.jpg]100
Altro monumento eretto da un paese dell'est europeo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_291-mauthausen.jpg]90
Il paesaggio circostante, come si vede da questa foto, è veramente bellissimo. Fa male pensare che i prigionieri, vivendo una realtà terribile, potevano vedere a pochi passi un paesaggio meraviglioso come questo... tanto bello quanto irraggiungibile. Le case che si vedono erano abitate da gente che vedeva i prigionieri andare e tornare dal lavoro quotidianamente: quindi sapevano tutto.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_292-mauthausen.jpg]90
La famigerata scala di 186 gradini irregolari, sassosi, scivolosi, che conduceva i prigionieri al lavoro nella cava sottostante. Venivano caricati con 30 kg di granito che era il peso studiato dai nazisti come ideale per uccidere un prigioniero denutrito nel tempo da loro auspicato.
Spesso i prigionieri venivano spinti giù dal precipizio dalle guardie stesse per divertimento (il precipizio era chiamato dai nazisti "il muro dei paracadutisti").
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_293-mauthausen.jpg]90
Così Bernadac descrive la scala della morte:
« Tra l'ingresso del campo e i primi gradini della cava c'era una discesa assai ripida. Questa, in inverno, era spaventosa perché il terreno gelato assomigliava a una pista di pattinaggio e le suole di legno degli zoccoli, sul ghiaccio, sembravano làmine di pattini. Le numerose scivolate erano drammatiche poiché, nella confusione generale, alcuni perdevano l'equilibrio e cadevano verso sinistra, cioè verso il precipizio, e la voragine della cava li inghottiva dopo una caduta verticale di cinquanta o sessanta metri; invece, quelli che partivano in scivolata verso destra, oltrepassavano la zona proibita e i tiratori scelti aprivano il fuoco su quei fuggiaschi. »
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_294-mauthausen.jpg]90
Questo era il vero ingresso dei prigionieri che conduceva alla scala della morte e quindi alla cava di granito.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_298-mauthausen.jpg]130
Il portone di ingresso visto dall'interno del campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_296-mauthausen.jpg]90
In una foto d'epoca lo stesso portone fra il tripudio dei prigionieri che hanno appena ricevuto la notizia della liberazione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_301-mauthausen.jpg]80
L'interno del campo. Ora su quel muro, tantissime targhe commemorative provenienti da moltissimi paesi del mondo..
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_302-mauthausen.jpg]80
Il muto e le targhe.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_303-mauthausen.jpg]120
Qui iniziava l'insediamento nel campo dei prigionieri. In questa struttura venivano sterilizzati i vestiti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_305-mauthausen.jpg]100
La sala delle docce, in questo caso docce vere di acqua. I prigionieri venivano torturati in tutti i modi, docce gelate, docce bollenti, etc,etc
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_306-mauthausen.jpg]80
I rubinetti delle docce.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_307-mauthausen.jpg]90
Altre targhe commemorative. Soprattutto prigionieri politici.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_311-mauthausen.jpg]80
Pianta del campo. In rosso le baracche rimaste in piedi e quindi visibili. Un'ottantina erano le baracche in funzione all'epoca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_309-mauthausen.jpg]70
Il piazzale dell'adunata, sempre affollato, in una foto d'epoca. I prigionieri dovettero subire di tutto durante queste adunate, torture di ogni genere. Costretti anche al saluto nazista.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_308-mauthausen.jpg]80
Lo stesso piazzale dell'adunanza oggi, deserto.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_297-mauthausen.jpg]70
Una fila di baracche
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_318-mauthausen.jpg]60
Particolare di una baracca
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_310-mauthausen.jpg]70
Le baracche erano appaiate; qui l'ingresso di due baracche.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_312-mauthausen.jpg]60
L'interno di una baracca. Questa in particolare veniva utilizzata per l' "accoglienza" dei prigionieri al loro arrivo e per le pratiche amministrative.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_313-mauthausen.jpg]60
Gli armadietti per conservare le proprie pochissime cose. Venivano spogliati di tutto.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_314-mauthausen.jpg]80
La foto di un prigioniero ridotto pelle ed ossa colpisce il visitatore della baracca di oggi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_316-mauthausen.jpg]80
Le latrine. Anche i bisogni fisiologici erano un problema. Potevano avvenire solo in determinati momenti della giornata in queste strutture comuni.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_317-mauthausen.jpg]70
I lavabi: due per una baracca di un centinaio e più di persone. Era una lotta quotidiana anche fra i prigionieri per la sopravvivenza.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_320-mauthausen.jpg]70
La quarantena. Qui venivano imprigionati per qualche tempo i nuovi arrivati prima di introdurli definitivamente nel campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_339-mauthausen.jpg]70
La baracca di colore diverso, marrone, nasconde al suo interno il percorso della morte. Qui si trovavano le camere a gas e i forni crematori.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_326-mauthausen.jpg]80
La sala dei nomi. Prima della liberazione veniva utilizzata per ammassare i cadaveri in attesa della cremazione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_328-mauthausen.jpg]80
Ora la sala conserva i nomi di 81.000 persone conosciute, che qui hanno incontrato la morte. Ma c'è chi stima come ben superiore il numero delle vittime; fino a 122.000.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_329-mauthausen.jpg]70
In questo libro, consultabile da chiunque, sono riportati gli stessi 81.000 nomi in ordine alfabetico. Massimo ha trovato il nome di un compaesano che sapeva essere morto qui.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_324-mauthausen.jpg]70
Due dei forni crematori presenti nella struttura.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_325-mauthausen.jpg]70
Anche accanto ai forni crematori, lapidi di caduti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_330-mauthausen.jpg]70
L'ingresso alla camera a gas. Anche se non era il gas lo strumento per uccidere in questo campo (contrariamente a quanto avveniva nei 5 campi di sterminio veri e propri) perché qui si uccideva con la fame e il lavoro, era presente una camera a gas che funzionava per eseguire principalmente condanne a morte.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_331-mauthausen.jpg]70
Una volta chiusi i prigionieri qui dentro, con questa porta, veniva ordinata l'immissione del gas.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_335-mauthausen.jpg]70
Quanti corpi saranno stati sezionati su questo tavolo? Questa era chiamata la sala delle autopsie.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_338-mauthausen.jpg]70
In un posto così "simpatico" non poteva mancare una forca. Questo ferro pendeva dal soffitto e veniva utilizzato per impiccare prigionieri.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/mauthausen/thumbs/thumbs_321-mauthausen.jpg]70
L'uscita dalla baracca della morte ci riporta sul piazzale e a rivedere per fortuna il cielo azzurro. La visita è completata ma sappiamo che quello che abbiamo visto e sentito raccontare non lo dimenticheremo mai. La commozione soffocata combatte con sentimenti di rabbia. Non si riesce ad accettare che l'uomo possa anche essere questo.
L'unica prevenzione è non dimenticare, raccontare a chi non sa, a partire dai nostri figli, e stoppare sul nascere qualunque discorso di chiunque che faccia riferimento a discriminazione e/o odio razziale.

In viaggio per Krems an der Donau (II)

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-an-der-donau-ii/thumbs/thumbs_340-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]120
Il bel Danubio (mica tanto blu) ci accompagnerà per tutta la giornata di oggi. L'atmosfera è rilassante e distensiva, le gambe spingono sui pedali anche per sfogare un certo sentimento di rabbia. Ma il cervello è rimasto là.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-an-der-donau-ii/thumbs/thumbs_340a-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]70
Fabio pedala e Manu a ruota, come sempre... :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-an-der-donau-ii/thumbs/thumbs_340c-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]60
Pensieroso guardo il Danubio... quante ne ha viste e sentite...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-an-der-donau-ii/thumbs/thumbs_341-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]60
La tappa anche oggi è molto lunga e il timore è quello di non riuscire ad arrivare a Krems per il nostro appuntamento. Ci attende uno storico austriaco con il quale sarà bellissimo poter interagire.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-an-der-donau-ii/thumbs/thumbs_343b-in-viaggio-per-krems-an-der-donau-jason.jpg]60
Per strada l'incontro con Jason, più pazzo di noi. E' partito due settimane prima dall'Inghilterra e sta puntando la foce del Danubio per poi dirigersi a sud fino a Istanbul con la speranza di poter arrivare fino in India. Abbiamo poi saputo che non ce l'ha fatta ad entrare in Iran perchè non gli hanno dato il visto. Poco male, ha girato la bicicletta ed è tornato in Inghilterra passando da Grecia e Italia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-an-der-donau-ii/thumbs/thumbs_344-in-viaggio-per-krems-an-der-donau-jason.jpg]50
Gli abbiamo regalato una delle nostre maglie e fatto una bella chiacchierata al bar. E' un imprenditore e ha mollato tutto per partire e fare il viaggio in bicicletta, si era stufato di lavorare tutto il giorno! :-)
Questo il suo blog del viaggio: http://jasonstour.wordpress.com
E questo il link al blog nella giornata in cui parla dell'incontro con noi :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-viaggio-verso-krems-an-der-donau-ii/thumbs/thumbs_346-in-viaggio-per-krems-an-der-donau.jpg]40
La piana che precede l'arrivo a Krems è patrimonio dell'Unesco per la sua bellezza. Coltivazione dominante le albicocche. Non si può evitare di fare una bella mangiata di questo meraviglioso frutto che,, coltivato in questa zona raggiunge vertici di bontà eccezionali.

Krems an der Donau

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_350-krems-an-der-donau.jpg]150
Arrivo al Kolping Campus Krems. Struttura residenziale universitaria molto ben tenuta. D'estate gli appartamenti degli studenti vengono affittati ai turisti, direi idea molto intelligente. Ai turisti offrono una struttura eccellente a prezzi modici, alla struttura un'entrata che fa molto comodo e consentirà di ridurre i costi
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_356-krems-an-der-donau.jpg]80
Purtroppo non siamo riusciti ad incontrare lo storico, docente universitario, col quale avevamo appuntamento. Siamo arrivati più tardi del previsto e non ci ha potuto aspettare. Ha però mandato un suo amico per guidarci nella visita della città
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_358-krems-an-der-donau.jpg]80
L'amico e il papà dello storico, incontrato casualmente per strada!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_357-krems-an-der-donau.jpg]70
La "Steiner Tor" simbolo di Krems.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_359-krems-an-der-donau.jpg]70
Sempre la torre vista però dalla Obere Landstrasse, la via principale di Krems.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_360-krems-an-der-donau.jpg]70
Obere Landstrasse, la via principale di Krems, fiancheggiata da case gotiche, rinascimentali e barocche accomunate dal tetto a doppio spiovente.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_361-krems-an-der-donau.jpg]70
Poco più avanti si può visitare la Goglhaus, una casa realizzata nel XVI secolo sopra il cui ingresso spicca la loggetta gotica di quella che in principio doveva essere una cappella incorporata all’abitazione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_362-krems-an-der-donau.jpg]60
Tra Kornermarkt e il Rathaus svetta la Pfarrkirche St. Veit, la parrocchiale ricostruita in stile barocco su preesistenze romaniche tra il 1616 ed il 1630 da C. Biasino.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_363-krems-an-der-donau.jpg]60
L’interno è ad un’unica navata ed è delimitato da profonde cappelle laterali affrescate da Kremser Schmidt, mentre al centro spiccano lo scenografico altare maggiore ed il grande pulpito entrambi opera di J.M. Gotz.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_364-krems-an-der-donau.jpg]60
Vedute di Krems
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_365-krems-an-der-donau.jpg]50
Vedute di Krems
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_368-krems-an-der-donau.jpg]50
Vedute di Krems
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_369-krems-an-der-donau.jpg]50
Vedute di Krems
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_370-krems-an-der-donau.jpg]50
Bella casa con i muri tutti impreziositi di bellissimi graffiti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/krems-an-der-domau/thumbs/thumbs_372-krems-an-der-donau.jpg]50
JudenGasse - Via degli ebrei.

In viaggio per Brno

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_373-in-viaggio-per-brno.jpg]550
E' l'ultima tappa del ciclo centrale di tappe durissime, sappiamo che se concludiamo questa nulla ci fermerà più! :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_373a-in-viaggio-per-brno.jpg]460
Strade piuttosto pianeggianti, bei colori, papaveri, campi di segale ovunque....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_374-in-viaggio-per-brno.jpg]350
... e viti... anche oggi il tempo è decisamente buono, finora siamo stati davvero fortunati. L'unico piccolo "inconveniente" è che pure oggi la brezza soffia contro. Abbiamo imparato che i venti in Europa soffiano quasi sempre da settentrione, nel nostro caso da nord-est, perfettamente contro la nostra prevalente direzione di marcia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_375-in-viaggio-per-brno.jpg]250
Meravigliosi campi dorati di segale...e verdeggianti colline, decisamente un paesaggio piacevolissimo, e poco traffico.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_376-in-viaggio-per-brno.jpg]220
La parte meridionale dell'Austria è ricchissima di piste ciclabili, non solo quella che costeggia interamente il Danubio. Nella parte settentrionale invece sono molto più rare ma il manto stradale è talmente buono e il traffico così scarso che quasi non ce ne accorgiamo tanto la pedalata è piacevole.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_377-in-viaggio-per-brno.jpg]210
...girasoli... e ancora tanto verde...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_378-in-viaggio-per-brno.jpg]170
Quello che invece non ci saremmo aspettati, sono campi sterminati di stupendi papaveri
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_378a-in-viaggio-per-brno.jpg]190
I campi di papaveri che non siamo riusciti a vedere in Olanda (causa stagionalità della coltivazione) li abbiamo visti in Austria!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_379-in-viaggio-per-brno.jpg]220
Inconvenienti di percorso. Ad un certo punto è sparita letteralmente la strada causa cantiere. Due alternative: o tornare indietro per cercare una deviazione e mettere altri km sul groppone (si ma quanti?) oppure "guadare" il fossato... Manu invece di elaborare un piano di attraversamento con i suoi compagni di viaggio si fa prendere dal panico e affronta l'impresa in solitudine... con risultati a dir poco disastrosi :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_380-in-viaggio-per-brno.jpg]230
Fabio e Massimo con un sistema ingegnoso di assi e ponteggi attraversano in piena collaborazione, senza rischi e cadute :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_381-in-viaggio-per-brno.jpg]170
Attraversamento della frontiera con la Repubblica Ceca, anche l'Austria viene lasciata alle spalle
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_382-in-viaggio-per-brno.jpg]120
Quello che vediamo per qualche decina di km è particolare e inaspettato: alberghetti di tutti i generi, sexy shops, cartelloni pubblicitari che propongono soluzioni per evitare pruriti di ogni genere... L'obiettivo sono i camionisti o anche i ciclisti? :-) In generale tutto abbastanza squallido
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_384-in-viaggio-per-brno.jpg]110
Resistiamo alle provocazioni e tiriamo dritto verso Brno; siamo molto in ritardo con il programma di marcia giornaliero. L'arrivo a Brno in bicicletta si rivela molto complicato perchè tutte le direttrici sono destinate unicamente ai mezzi motorizzati. Consigliamo a quanti volessero arrivarci in bicicletta di utilizzare il ns. file gpx (quello del percorso effettivamente effettuato e non quello del percorso previsto) perché è stato tracciato grazie all'aiuto che ci ha fornito un residente. In pratica, visto che non sapevamo più dove andare, un signore a cui abbiamo chiesto informazioni (e che non parlava inglese) è salito sulla sua bicicletta e ci ha accompagnato per stradine in mezzo ai campi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-brno/thumbs/thumbs_385-in-viaggio-per-brno.jpg]110
Pur con molte difficoltà riusciamo ad arrivare in città. Seguire il ns. tracciato è in questo caso fondamentale! La città è molto grande; ci mettiamo più di un'ora dall'inizio della zona metropolitana fino all'ostello che si trova in centro; molti gli incroci, anche sulla pista ciclabile, che rendono lento il procedere... e il buio ormai sceso non aiuta. Per fortuna la titolare dell'ostello (avvisata per SMS del ritardo) ci aspetta seduta al bar di fronte, nonostante il suo orario di lavoro fosse terminato da un pezzo, per aprirci l'ostello. Gentilezza e disponibilità straordinarie, grazie !

Brno

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_386-brno.jpg]60
Arrivo alle 21! La ragazza dell'ostello gentilissima, avvisata del ritardo per SMS, ci ha aspettati seduta al bar di fronte, nonostante il suo orario di lavoro fosse finito da un bel po'! Grazie!! La foto è scattata dalla finestra dell'ostello appena entrati in camera. E' la piazza di San Giacomo, dominata dalla bella chiesa gotica omonima.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_391-brno.jpg]40
I locali per mangiare a Brno, come del resto nei paesi nordici, chiudono prestissimo. Dopo la doccia usciamo per mangiare un boccone ma il tentativo risulta assolutamente vano; nessuno è disposto a darci da mangiare alcunché! Dobbiamo accontentarci del solito boccalone di birra serale.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_390-brno.jpg]30
La fame è tanta e la birra non basta. Ci infiliamo in un posto dove riusciamo a mangiare un gelato (e a bere un'altra birra). Titolare del locale molto scortese, gli fanno schifo le nostre corone?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_392-brno.jpg]30
La chiesa di San Giacomo (Kostel sv. Jakuba) fu costruita all’inizio del Duecento. Servì soprattutto ai bisogni dei colonialisti tedeschi e fiandri. L’aspetto originale della chiesa non si conservò. La chiesa di San Giacomo, nel suo aspetto attuale, fu costruita al cavallo del Trecento e Quattrocento in stile tardo gotico. La torre tipica alta 92 metri fu terminata solo nel 1592 da Antonio Gabri. All’interno della chiesa si trovano alcune tombe tra le quali il sepolcro di Luis Raduit de Souches, grande difensore di Brno contro gli Svedesi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_393-brno.jpg]30
A spasso per il centro di Brno.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_395-brno.jpg]30
Piazza della libertà, cuore del centro storico di Brno, un tempo sede del mercato. Da qui si dipartono le principali strade che a raggiera attraversano tutta la città. Nel centro della piazza si erge la Colonna della peste della fine del XVII secolo ed è possibile ammirare Palazzo Schwarz e la curiosa Casa dei Quattro Mamlas, che presenta sulla facciata alcune figure con l'espressione contratta nell'atto di sostenere la casa e reggersi le brache. Da vedere anche il Palazzo di Klein.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_396-brno.jpg]30
Altra veduta di Piazza della Liberta'
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_399-brno.jpg]30
Bellissimo palazzo incontrato sulla via del ritorno a Piazza San Giacomo dove abbiamo l'ostello.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_403-brno.jpg]20
Bellissimo palazzo del centro di Brno
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_397-brno.jpg]20
La facciata della chiesa di San Giacomo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_394-brno.jpg]20
La chiesa di san Giacomo nella porzione posteriore, dal lato ostello.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_400-brno.jpg]20
Interni della chiesa di San Giacomo
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_401-brno.jpg]20
Interni della chiesa di San Giacomo, la navata centrale.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_402-brno.jpg]20
Interni della chiesa di San Giacomo, l'organo in legno.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/brno/thumbs/thumbs_404-brno.jpg]20
Ritorno all'ostello, l'edificio giallino. Non è prevista una tappa particolarmente dura oggi (100 km) ma è ora di partire per non arrivare troppo tardi. Abbiamo dovuto rimandare le visite di Brno al giorno successivo per l'arrivo del giorno prima a un'orario imprevisto.

In viaggio per Olomouc

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-olomouc/thumbs/thumbs_410-in-viaggio-per-olomouc.jpg]540
Dopo la sfacchinata di ieri, forse la tappa più dura effettuata, ripartiamo in direzione di Olomouc. Non dovrebbe essere una tappa molto difficile, anche se gli sguardi di coloro a cui abbiamo chiesto notizie in merito non ci lasciano tranquilli
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-olomouc/thumbs/thumbs_405-in-viaggio-per-olomouc.jpg]330
Il paesaggio rimane anche oggi molto bello, molto verde e ricco di colori intensi. Stiamo affrontando parecchie salite, certamente di più di quelle che pensavamo di dover incontrare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-olomouc/thumbs/thumbs_406-in-viaggio-per-olomouc.jpg]270
Non esistono tornanti qui. Le colline vengono affrontate direttamente, le strade salgono in modo abbastanza secco. I paesi attraversati sono spesso in fondo a degli avvallamenti; per cui si arriva al paese con una lunga discesa, ma se ne esce sempre con una bella salita.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-olomouc/thumbs/thumbs_410a-in-viaggio-per-olomouc.jpg]250
Anche in questo caso usciamo dal paese con la strada che va su dritta in salita a scollinare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-olomouc/thumbs/thumbs_408-in-viaggio-per-olomouc.jpg]240
La bellezza del paesaggio verdeggiante e ondulato ci ripaga delle fatiche
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-olomouc/thumbs/thumbs_410b-in-viaggio-per-olomouc.jpg]250
Ci siamo quasi. La tappa di 80 km non ci preoccupava un granché, ma alla fine si è dimostrata molto più dura del previsto. La gioia per aver superato anche l'ottava tappa è grande, ormai cominciamo a sentirci vicini al traguardo.

Olomouc

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_433-olomouc.jpg]70
Arrivo ad Olomouc. Soggiorniamo in un appartamento della comunità ebraica di Olomouc con la quale avevamo preso contatto dall'Italia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_417-olomouc.jpg]70
L'appartamento è perfetto, Manu come sempre è già all'opera con la sua occupazione principale: smanettare con l'iphone.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_415a-olomouc.jpg]50
E poi che non si dica che gli uomini non sanno fare i mestieri di casa. Qui Fabio e Massimo all'opera con il lavaggio a mano degli indumenti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_416-olomouc.jpg]60
Dopo il lavaggio, beh bisogna stendere.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_416a-olomouc.jpg]50
Con la speranza che ad andare a domattina siano asciutti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_414-olomouc.jpg]40
Finiti i lavori casalinghi saliamo al piano superiore dove c'è il centro ebraico vero e proprio e dove abbiamo appuntamento con un sopravvissuto di un campo di concentramento. Qui la sinagoga.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_411-olomouc-con-gabriel.jpg]100
Gabriel, al centro della foto, ci racconta la sua esperienza nel campo di concentramento di Terezienstadt. E poi ci mostra un libro nel quale ha raccolto una copiosa documentazione riguardante la sua vita nel campo: documenti, lettere, foto...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_418-olomouc.jpg]90
Stolpersteine: grazie all’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig dal 1995 sono state posate in molti paesi europei (compresa l’Italia) oltre 20.000 piccole targhe di ottone, per restituire nome e memoria a chi è stato spazzato via senza colpa, derubato della propria umanità, catalogato con un numero, smaltito come un rifiuto. Per ricordare che in quella casa, dietro quel portone, viveva in pace uno di noi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_420-olomouc.jpg]110
Un inciampo non fisico, perchè le pietre sono inserite nella pavimentazione del marciapiede, ma visivo e mentale, per ricordare ogni giorno al passante distratto la tragedia della deportazione attraverso l’incisione di un nome, di una data di nascita e di morte, del luogo di detenzione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_421-olomouc.jpg]60
Chiesa di Nostra Signora delle Nevi. Siamo a spasso per Olomouc in attesa della cena. Si dimostra una cittadina meravigliosa, ricchissima di cose da vedere.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_422-olomouc.jpg]50
La via Komenskehò, che dal nostro appartamento conduce direttamente alla piazza principale.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_423-olomouc.jpg]50
A ridosso della piazza principale, cuore pulsante della cittadina.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_424-olomouc.jpg]50
La fontana di Tritone. Olomouc è famosa anche per le sei fontane barocche che adornano la città. Cinque di queste rappresentano divinità romane come Giove, Mercurio, Tritone, Poseidone, Nettuno ed Ercole, e una rappresenta Giulio Cesare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_425-olomouc.jpg]50
A cena da Peter. Serata molto carina. Abbiamo partecipato a una cena Kosher, durante lo Shabbat. Peter ci ha invitato a casa sua dove abbiamo cenato con la moglie e le sue bellissime bimbe. Interessante riflettere su quest'idea del riposo del sabato. Al di là del precetto biblico, una giornata in cui ci si ferma completamente può essere davvero un'occasione importante per rientrare in se stessi, per le relazioni familiari, per le amicizie....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_427-olomouc.jpg]50
Finita la cena torniamo in piazza per ammirarla nell'atmosfera notturna. La vicinanza della meta fa si che adesso la sera si esca tutti assieme, la paura di non arrivare è di molto ridotta e si può stare in giro tutti insieme un po' di più.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_428-olomouc.jpg]50
Ampie piazze e fontane, che non furono mai rimosse perché ritenute una valida riserva d’acqua in caso di incendio. Una di esse, la più imponente, rappresenta addirittura Giulio Cesare, mitico fondatore della città.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_430-olomouc.jpg]40
Il municipio di Olomouc, che domina la piazza Horní náměstí, è già da sei secoli simbolo di importanza economica e politica dell’ex capitale reale. Il municipio ha quattro ali con un cortile interno al centro. Nella facciata sud si trova una cappella gotica San Geronimo, riccamente decorata con motivi a intaglio e figurali.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_431-olomouc.jpg]50
Le biciclette sono pronte per la nona e penultima tappa, ma noi siamo pronti?
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_434-olomouc.jpg]40
Siiii ci siamo anche noi, ecco Massimo che con passo "agile e leggero" porta giù le borse. Dimenticavo, l'appartamento era al quarto piano senza ascensore.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_435-olomouc.jpg]50
Il castello di Olomouc, dal 1962 monumento nazionale culturale. La parte più importante del castello è oggi la cattedrale gotica San Venceslao. E‘ stato proprio qui dove nel 1306 è stato assassinato l’ultimo uomo della famiglia di Přemislidi, il re ceco Venceslao III
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_432-olomouc.jpg]40
La cattedrale San Venceslao, con la sua facciata a due campanili, è parte inseparabile del panorama della città. Il campanile sud, il terzo, misura esattamente 102 m, ed è il campanile più alto della Morava (il secondo più alto nel Paese). La costruzione della cattedrale è stata iniziata dal principe di Olomouc Svatopluk negli anni 1104–1107. Suo figlio Václav ha continuato i lavori e, prima della sua morte, ha donato l’edificio al vescovo Jindrich Zdik. L’edificio incompiuto fu consacrato nel 1131. Nel 1141 è stato completato ed è diventato la chiesa episcopale. La basilica originale romanica a tre navate ha subito numerose modifiche ed alterazioni. Dopo l’incendio nel 1265 la cattedrale fu completamente ricostruita in stile gotico.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_436-olomouc.jpg]50
Particolare della facciata gotica e dei due campanili
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_437-olomouc.jpg]40
La via crucis
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_438-olomouc.jpg]50
I pilastri gotici delle tre navate sono del 13° secolo. Il grande coro è stato creato come parte di un edificio barocco. Alla fine del XXIX secolo, come tutto l’interno e l'esterno dell’edificio, ha subito modifiche in stile neo-gotico. Sotto il presbiterio c’è una cripta accessibile da due scale laterali. Sul lato sud dell’ingresso delle tre navate c’è la cappella San Stanislao e ai lati dell’ingresso alla cappella ci sono lapidi del 16° e dell’inizio del 17° secolo. Sull’altare neo-gotico vicino ad uno dei pilastri delle tre navate è situato il santuario con le reliquie di San Jan Sarkander (canonizzato dal papa Giovanni Paolo II nel 1995). L’organo del duomo è uno dei migliori strumenti di stile romantico nel Paese
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_439-olomouc.jpg]40
L'antico palazzo vescovile di Olomouc. Oggi ospita il Museo arcidiocesano.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_440-olomouc.jpg]50
La cappella Sant’Anna, edificio ad una navata che si trova vicino all’angolo nord-ovest della cattedrale San Venceslao; gotico, originariamente dedicato a San Giovanni Battista. La cappella Sant’Anna è citata per la prima volta nel 1349; fu ricostruita negli anni 1306–1349. La cappella è la chiesa del rettorato. Dalla fine del 17° secolo serviva da posto elettorale di vescovi ed arcivescovi di Olomouc. Nel 1617 la ricostruzione completa fu effettuata in stile manierista.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_441-olomouc.jpg]40
Non possiamo partire senza rivedere con la luce del giorno la splendida piazza del Municipio, gustandoci una sontuosa colazione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_443-olomouc.jpg]40
Il municipio di Olomouc, che domina la piazza Horní náměstí, da sei secoli è simbolo di importanza economica e politica dell’ex capitale reale. Ha quattro ali con un cortile interno al centro. Nella facciata sud si trova una cappella gotica San Geronimo, riccamente decorata con motivi a intaglio e figurali. Nel lato orientale c’è la scala a due assi con una loggia rinascimentale. Oltre alla torre comunale nella parete nord si trova l’orologio astronomico.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_444-olomouc.jpg]30
L’orologio astronomico di Olomouc si trova nella facciata nord del municipio. Il suo quadro architettonico è costituito da una nicchia con arco a sesto acuto, che raggiunge un’altezza di 14 metri. La versione odierna dell’orologio è degli anni 50 del 20° secolo ed è conforme all’estetica del realismo socialista.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_445-olomouc.jpg]30
La decorazione dell’orologio è composta da medaglioni ai lati della nicchia, che mostrano il lavoro caratteristico per ogni mese dell’anno. Nella parte superiore della cavità l’autore del progetto - Karel Svolinski- ha usato il motivo folk della Cavalcata dei re. Nella parte inferiore della decorazione a mosaico ci sono delle figure che rappresentano la classe operaia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_446-olomouc.jpg]30
La fontana, del 1687, è decorata da una statua del mitico eroe antico Ercole. La statua, con un bastone nella mano destra, è collocata su un piedistallo al centro della vasca. La mano sinistra tiene un’aquila a scacchiera, simbolo della città, che viene protetta da un'idra a sette teste. L’autore ha lascito sul corpo d’idra la sua firma „Mandik“. Tra le opere scultoree di Mandík la fontana di Ercole è una delle migliori.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_448-olomouc.jpg]30
Colonna della Santa Trinità, sempre in piazza municipio. E' il più grande gruppo di sculture barocche in una scultura dell'Europa centrale. La colonna misura 32 metri e nella parte bassa si trova una cappella. La decorazione scultorea è composta da 18 statue di santi, 12 figure di tedofori, 6 rilievi di mezze figure degli Apostoli, dalla statua della Vergine Maria, che si trova nella parte centrale; nella parte superiore della colonna c’è la scultura della Santa Trinità. Ogni figura a grandezza naturale è adornata da un drappeggio luminoso e arioso e le espressioni e i gesti sono espressivi e non eccessivamente gravati dal dinamismo barocco. L’insieme della decorazione scultorea della colonna ha un aspetto naturale ed armonico.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_442-olomouc.jpg]30
Ora si siamo pronti per partire. Casualmente proprio da Olomouc oggi parte la gara per il campionato europeo di ciclismo under 18. Scambiamo due parole con la rappresentanza italiana e facciamo un grosso in bocca al lupo ai nostri connazionali.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/olomouc/thumbs/thumbs_447-olomouc.jpg]30
La gara sta per partire ma è meglio che noi ci avviamo per non restare intrappolati. Il nostro è decisamente un ciclismo completamente diverso :-)

In viaggio per Ostrava

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_449-in-viaggio-per-ostrava.jpg]130
Ripartiamo per Ostrava, l'ultima tappa in Repubblica Ceca. La tappa di un centinaio di km non dovrebbe essere eccessivamente dura fatta eccezione per salite impegnative nei primi trenta km. Paesaggi solitari, distensivi, un po' fuori dal mondo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_450-in-viaggio-per-ostrava.jpg]140
Eccoci sulle salite che ci aspettavamo. Effettivamente abbastanza impegnative e poi la stanchezza dei giorni scorsi inizia a farsi sentire.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_451-in-viaggio-per-ostrava.jpg]110
Anche Massimo arriva in cima alla salita abbastanza provato. Reclamerà una pausa ma lo "convinceremo" a resistere ancora un po' per cercare di portarci avanti il più possibile.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_452-in-viaggio-per-ostrava.jpg]90
I paesaggi si susseguono molto belli, con scarsissimo traffico e moltissima pace. Silenzi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_453-in-viaggio-per-ostrava.jpg]80
In realtà dopo il picco iniziale proseguono le salitelle anche se non con pendenze molto dure. Però il saliscendi continuo non dà tregua.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_454-in-viaggio-per-ostrava.jpg]80
Massimo resiste ma continua a reclamare una tregua a gran voce. "Tranquillo Max, al prossimo paese ci fermiamo, promesso!" :-)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_455-in-viaggio-per-ostrava.jpg]80
"L'ultimo sforzo e poi ci fermiamo a riposare, questa volta per davvero!"
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_457-in-viaggio-per-ostrava.jpg]70
Campi coltivati e pascoli, e pochissimi centri abitati.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_459-in-viaggio-per-ostrava.jpg]80
Finalmente è arrivato il momento della prima sosta. Una stazione di servizio, l'ideale per fare rifornimento. Le prime parole di Massimo sceso dalla bicicletta sono irripetibili.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_459a-in-viaggio-per-ostrava.jpg]80
...ma è sufficiente reintegrare un po' di carboidrati e si riparte come e più di prima... forse...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_459b-in-viaggio-per-ostrava.jpg]80
Seconda fermata. Panino e coca-cola. Siamo abbastanza cotti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-ostrava/thumbs/thumbs_460-in-viaggio-per-ostrava.jpg]80
Bellissima foto che rende benissimo il paesaggio della zona. Ultimi km prima dell'arrivo a Ostrava.

Ostrava e Mr. Elias

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_461-ostrava.jpg]60
Eccoci ad Ostrava, la terza città della Repubblica Ceca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_462-ostrava.jpg]40
Il primo impatto non è positivissimo, non sembra una città accogliente né interessante da visitare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_463-ostrava.jpg]20
Max e Manu indicano che abbiamo concluso felicemente anche la nona tappa, davanti all'Hotel Maria, ottima sistemazione per la notte.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_464-ostrava.jpg]20
Dopo l'irrinunciabile doccia per togliersi le scorie del viaggio ci dirigiamo verso il centro della città. In fase di avvicinamento solo vialoni con palazzoni, anche abbastanza squallidi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_465-ostrava.jpg]40
Ecco Via Stodolnì, la via principale del centro di Ostrava. Purtroppo la sensazione iniziale è più che confermata, anche il centro è molto deludente. Al di là del fatto che non c'è nulla, se non alcuni locali, è proprio l'atmosfera generale che non piace. L'impressione è che ci sia anche molta gente in giro che trova nel bere uno dei pochi divertimenti. Assistiamo a litigi molto accesi per strada.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_466-ostrava.jpg]30
Non c'è nulla da visitare perché trattasi di città industriale, legata in passato alle acciarie e allo sfruttamento delle ricchissime miniere di carbone. Non ci resta che entrare in un locale ed adeguarci.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_467-ostrava.jpg]40
Salviamo qualcosa anche di Ostrava? Si dai, il ristorante per la cena è pregevole. L'interno è un pò kitsch ma pulito ed il personale si è subito fatto in quattro per liberarci un tavolo, trovare un menù in Italiano e metterci a nostro agio. Il menù copre dai piatti tipici Cechi ai piatti caratteristici del locale.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_468-ostrava.jpg]30
Noi abbiamo optato per il trio di carni da cuocere autonomamente su una piastra incandescente. I piatti richiamano la cucina italiana ed anche il personale sbiascica qualche parola in italiano. Le porzioni sono abbondanti e i prezzi contenuti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_469-ostrava.jpg]30
Eccoci finalmente all'incontro con Mr. Elias, con cui riusciamo a dialogare grazie alla traduzione Ceco-Inglese di Zdenek, Responsabile delle relazioni esterne e stranieri del Comune di Ostrava
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_469a-ostrava.jpg]30
Mr. Elias si è dimostrato davvero interessante, ci ha raccontato volentieri la sua storia e si è fatto registrare e filmare di buon grado.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_469c-ostrava.jpg]40
Nonostante siano passati tantissimi anni, la partecipazione con cui racconta la sua terribile esperienza farebbe pensare che siano passati pochissimi mesi. I ricordi restano stampati a fuoco nella mente quando si riferiscono a fatti che hanno stampato a fuoco la carne.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_470-ostrava.jpg]30
Mr. Elias, che per incontrarci è venuto direttamente nel nostro Hotel nonostante la non più giovane età, ha dimostrato anche grande simpatia e affabilità.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_470a-ostrava.jpg]50
Immortalato qui il momento di consegna della nostra maglietta. L'atto della consegna rivela un tatuaggio sull'avambraccio sinistro: è quello marchiato ad Auschwitz, indelebile, come indelebili sono i ricordi di quanto vissuto là.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/ostrava/thumbs/thumbs_471-ostrava.jpg]40
Le tue parole diventeranno un piccolo video e la tua voce resterà udibile, per chi la vorrà ascoltare, anche quando tu non potrai più farlo di persona. Grazie Mr. Elias !

In viaggio per Auschwitz

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_472-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]990
Lasciamo la deludente Ostrava per l'ultima tappa. Ormai la speranza di arrivare è una certezza. La fatica accumulata è notevole però la vicinanza del traguardo rende tutto più agevole. Fiducia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_472a-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]500
Dopo Italia, Austria, Germania e Repubblica Ceca, entriamo nel quinto paese attraversato dal percorso: la Polonia
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_476-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]320
E' incredibile come tutto cambi abbastanza seccamente dopo il confine. Il paesaggio diventa pianeggiante, ma soprattutto i colori sono diversi. Le abitazioni hanno un'architettura molto differente ma soprattutto colori tetri e tristi. E sembrano tutte uguali. Sensazione generale di grande povertà
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_477-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]350
La vegetazione pare molto meno coltivata. I campi ordinati e ricchi di colture estese e organizzate lasciano il posto a coltivazioni più disordinate e a una vegetazione più selvaggia. Le strade non sono in buone condizioni. Le perfette strade austriache, affiancate da innumerevoli piste ciclabili, sono un pallido ricordo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_478-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]280
La coltivazione prevalente pare il mais. Qua e là per la campagna le solite casette con tetti molto spioventi, tutte colorate (si fa per dire) in grigio o marrone scuri. Malinconico.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_480-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]290
Dopo una ventina di km arriviamo al lago "zbiornik goczałkowicki" e per fortuna il paesaggio e l'atmosfera migliorano un po'. Ne approfittiamo per mangiare un boccone nei pressi del lago.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_481-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]270
Il nostro umore resta comunque altissimo. La soddisfazione per il raggiungimento della meta e le esperienze accumulate nel viaggio sono corroboranti. Sentiamo che è un qualcosa che ci porteremo dentro. Anche se la visita più importante la faremo il giorno seguente.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_483b-in-viaggio-per-auschwitz.jpg]330
Un momento particolarmente emozionante. La vista del cartello di Oswiecim. Già, Oswiecim; il vero nome del paese. Molto diverso da quell'Auschwitz che i nazisti imposero dopo l'occupazione della Polonia, dopo l'espropriazione delle terre e la distruzione dei villaggi della zona.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_485-auschwitz.jpg]290
Finalmente Manu appena arrivati fa qualcosa di diverso dal solito.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_488-auschwitz.jpg]280
Dopo le docce di rito un primo giro per il paese all'imbrunire. La Sola, il fiume che attraversa il paese. Placido, anche bello. Chissà quante ceneri si sono depositate sui suoi fondali oppure sono state consegnate al mare.....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_489-auschwitz.jpg]260
La luce del bene domina dall'alto l'oscurità del male, anche nel posto dove per eccellenza il male per un periodo ha trionfato.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_489a.jpg]290
Tipiche costruzioni della zona. Tali erano gli edifici che i nazisti demolirono per far spazio oppure espropriano per insediare il lager.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_490-auschwitz.jpg]240
C'è una Oswiecim che vuole distinguersi dal suo passato, che non ha provocato ma che ha anzi unicamente subito. E ora rischia di subirlo due volte dal momento che il suo nome è ancora indissolubilmente legato a una delle pagine più funeste della storia umana.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_492-auschwitz.jpg]250
In questi edifici dai colori esageratamente sgargianti, che fanno quasi a pugni con il contesto architettonico generale, pare di cogliere il desiderio di prendere le distanze da tutto ciò che Auschwitz rappresenta, oggi come ieri.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-auschwitz/thumbs/thumbs_493-auschwitz.jpg]270
La piazza centrale di Oswiecim. "Tutti si stupiscono per il posto in cui abitiamo" ci racconta Sylwia. "Non ci possiamo fare nulla se qui, come dappertutto del resto, si è consumata una pagina di storia. Il passato è funesto, ma abitare questo luogo permette di affermare l'allegria sulla tristezza. Anche quando tutto sembra perduto, c'è sempre un'occasione per sperare e voltare pagina"

Auschwitz I

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_494-auschwitz.jpg]120
A un paio di km dal paese ecco l'ingresso al museo di Auschwitz e all'ex campo di concentramento. Ecco il motivo per cui abbiamo pedalato per 1250 km.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_495-auschwitz.jpg]90
Dopo aver incontrato Jadwiga, la fantastica guida (che parla italiano) che ci ha accompagnato per tutta la visita, ci dirigiamo all'ingresso. Lo sapevamo che era li ad aspettarci. L'abbiamo vista in tante foto, documentari, film. La frase sinistra che solo la bieca depravazione dei nazisti avrebbe potuto utilizzare per trasformare la malvagità in ironia, la ferocia assassina in scherno. La sua vista provoca forte emozione e silenzio. Da qui in avanti tutto sarà interiorizzato.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_496.jpg]140
Con pudore ci facciamo una foto sotto l'insegna. Non è una bella sensazione. Pare di violare qualcosa. Lo so facciamo i turisti di bassa lega ma prevale comunque il desiderio di avere un ricordo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_496a.jpg]120
"Arbeit macht frei" significa "il lavoro vi farà liberi" ed è una presa in giro dal momento che non c'era nessuna possibile libertà per chi varcava questo cancello. Inoltre schernisce anche la Bibbia che dice: "Wahrheit macht frei", cioè "la verità vi farà liberi".
Fu realizzata dai prigionieri stessi che per protesta e come sabotaggio montarono la "B" al contrario come si può ancora notare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_497-auschwitz.jpg]110
Si parlava di ironia? Ecco l'orchestra che i nazisti, noti amanti delle belle arti e soprattutto della musica, avevano voluto per "allietare" il momento dell'uscita dal campo dei prigionieri che si dirigevano al lavoro. Tremendo anche solo da pensare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_498-auschwitz.jpg]80
Le costruzioni trasformate in luoghi di segregazione. Qui siamo ad Auschwitz I, dove tutto iniziò. Qui vennero imprigionati inizialmente i prigionieri di guerra, i russi, i polacchi, ma anche la popolazione che si è opposta al campo, ad abbandonare le proprie abitazioni. Cosa diversa sarà Auschwitz II, costruito dal nulla, con vere baracche di legno, appositamente per lo sterminio pianificato degli ebrei e degli zingari (in massima parte)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_500-auschwitz.jpg]80
Da immaginare senza prati e senza alberi verdi. Come del resto si può vedere nelle foto d'epoca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_502-auschwitz.jpg]60
All'ingresso del museo, un'urna di ceneri....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_503-auschwitz.jpg]60
Sale spoglie, con foto d'epoca.....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_504-auschwitz.jpg]60
Alcuni cartelloni ricostruiscono cronologicamente la storia della deportazione e dell'olocausto, corredata da foto originali d'epoca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_505-auschwitz.jpg]70
Alcuni cartelloni ricostruiscono cronologicamente la storia della deportazione e dell'olocausto, corredata da foto originali d'epoca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_507-auschwitz.jpg]70
Qui siamo già ad Auschwitz II, Birkenau. Fu costruita una deviazione ferroviaria che portava i convogli direttamente dentro il campo. Questo è il momento subito dopo l'arrivo. La povera gente veniva divisa in due colonne: a destra voleva dire camera a gas immediata, a sinistra baracche e morte differita un po' più in là.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_508-auschwitz.jpg]70
Bambini......
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_509-auschwitz.jpg]80
Foto che mi è rimasta scolpita nel cervello. L'ufficiale SS (solitamente un medico, che come tutti i medici ha giurato di voler svolgere la professione per salvare vite umane) con un semplice gesto del braccio indica a tutti i nuovi arrivati il loro immediato destino. Con banalità, come se fosse la cosa più normale del mondo. Destra vuol dire morte, e morte orribile. Nella foto, con il suo gesto, sta condannando l'anziano signore col bastone a morte. Morte per non aver fatto nulla, per non aver nessuna colpa, per non aver dato fastidio a nessuno. In poche ore questo signore uscirà dal campo, andrà in cielo. Ma guai a chi, con un gesto di inimmaginabile indifferenza, ne ha decretato un simile angoscioso e tragico destino. Da non dimenticare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_510-auschwitz.jpg]90
La nostra Jadwiga ci spiega la mappa della zona. Si vede bene dove sono dislocati il paese di Oswiecim, il primo campo di Auscwitz I e il campo di Birkenau, costruito quando l'idea folle dell'olocuasto è diventata il più gigantesco progetto di sterminio di persone mai programmato, organizzato e pianificato.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_512-auschwitz.jpg]60
Le latte che contenevano i cristalli di "Zyklon B", che una volta immesso dal soffitto nelle camere, a contatto con l'aria calda, si trasformava nel micidiale gas. Ma probabilmente per i negazionisti in realtà erano solo scatolette di tonno che veniva somministrato in abbondanza ai prigionieri nelle mense del campo. :-(
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_513-auschwitz.jpg]80
Un plastico ricostruisce il percorso: spogliatoi, camera a gas, forno crematorio. I primi due erano sotterranei, solo il forno crematorio svettava in superficie. Qui la prima fase: i prigionieri vengono fatti scendere nei locali sotterranei dove vengono ingannati con la promessa di una doccia. A tutti viene raccomandato di ricordare bene dove lasceranno i vestiti per poterli ritrovare una volta finita la doccia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_514-auschwitz.jpg]50
La seconda fase. Una volta entrati nel locale "docce", viene sprangata la porta e dall'alto vengono immessi i cristalli di Zyklon B. Non c'è più scampo. Dopo una ventina di minuti vengono aereati i locali e ha inizio il lavoro dei SonderKommando, i prigionieri che lavoravano nei forni crematori in attesa di fare la stessa fine. Devono portare i corpi nel collegato crematorio per procedere alla cremazione, dopo aver tagliato i capelli ed estratto i denti d'oro. E ogni volta ridipingere i locali, che ovviamente portano i segni di quanto è successo, affinché i nuovi arrivati inizialmente non si possano accorgere di nulla. In Birkenau erano presenti ben 4 di questi impianti mostruosi, completamente demoliti dai nazisti prima dell'abbandono del campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_516-auschwitz.jpg]60
All'arrivo i prigionieri vengono depredati di tutti i loro beni, che venivano stoccati in immensi magazzini da dove poi sarebbero stati smistati e inviati in Germania. Quei bagagli fatti con disperazione e speranza, nel tentativo di salvare le cose più preziose e di portare con sé quanto avrebbe potuto esser utile durante la prigionia....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_521-auschwitz.jpg]60
Petr Eisler, nato nel 1942, arrivato qui anche lui con la sua valigia, ucciso nel 1945 ... a tre anni ...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_523-auschwitz.jpg]60
Non era consentito girare nel campo con le proprie calzature, che venivano immediatamente sequestrate insieme ai vestiti. Al loro posto solo un paio di zoccoli, di norma spaiati e/o di numero sbagliato, spesso in condizioni pietose, sempre riciclati da altri prigionieri (o ex-tali); talmente importanti che da loro poteva dipendere la propria sorte. Bastava una ferita in un piede per essere considerati inabili al lavoro e di conseguenza......
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_524-auschwitz.jpg]50
Una delle immagini più "difficili" da guardare. Preferisco omettere a quale scopo venivano recuperati e in quali situazioni.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_528-auschwitz.jpg]60
I tristemente famosi tatuaggi di Auschwitz e la spiegazione del motivo per cui venivano effettuati (solo in questo campo)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_529-auschwitz.jpg]70
La spiegazione di come i prigionieri venivano classificati e contrassegnati fisicamente con l'apposizione di un triangolo di stoffa.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_530-auschwitz.jpg]50
L'unico abbigliamento concesso. Naturalmente a nessuno veniva consegnata una divisa nuova di zecca. Non veniva nemmeno lavata nel passaggio da un prigioniero all'altro. Solo ai sonderkommando era concesso di vivere con abiti civili, ma la loro è una storia completamente differente, e probabilmente nonostante alcuni privilegi, ancora più tragica
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_530a.jpg]60
Il pasto luculliano assegnato ai prigionieri durante la giornata.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_531-auschwitz.jpg]60
Foto e nomi, nomi e foto.....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_532-auschwitz.jpg]60
Bambini utilizzati nelle sperimentazioni dei sedicenti medici, Mengele in testa a tutti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_533-auschwitz.jpg]40
Alcuni prigionieri subito dopo la liberazione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_536-auschwitz.jpg]60
Ancora bambini.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_537-auschwitz.jpg]50
Bambini zingari vittime degli esperimenti di Mengele. Esperimenti assurdi e ridicoli, senza nessuna base scientifica oltretutto. Oltre la barbarie anche una smisurata ignoranza.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_542-auschwitz.jpg]60
Il blocco n. 11, esternamente non dissimile dagli altri blocchi, chiamato dai prigionieri "Il blocco della morte" era isolato, chiuso sempre a chiave e denominato prigione del campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_542a.jpg]60
Il cortile di questo blocco era circondato da un alto muro. I cesti di legno sulle finestre del blocco vicino, servivano ad impedire che si osservassero le scene che avvenivano sul cortile saturato dal sangue di circa 20000 prigionieri fucilati presso "il muro della morte". Nel pianterreno e nelle celle situate nei seminterrati di questo blocco, tutto è rimasto come allora.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_543-auschwitz.jpg]60
"L'impiccagione sul piolo" consisteva nell'appendere il prigioniero con le mani legate dietro il dorso in maniera che egli poteva appena toccare la terra con la punta delle dita dei piedi. La punizione durava qualche ora.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_543a-auschwitz.jpg]60
Il muro della morte. Qui venivano uccisi i prigionieri del campo. I prigionieri chiamati durante l'appello, erano circondati dagli uomini delle SS e scortati fino al blocco n. 11. Da principio l'esecuzione avveniva mediante il plotone d'esecuzione, in seguito con un colpo alla nuca. Se il numero dei condannati alla fucilazione era esiguo, i progionieri venivano uccisi nel lavatoio situato nel corridoio vicino al cortile. Alle esecuzioni partecipavano gli ufficiali delle SS, ed i membri della guarnigione del campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_546-auschwitz.jpg]50
La presa d'aria per i prigionieri rinchiusi nelle celle sotterranee. Si veniva condannati per un nonnulla. Spessissimo anche semplicemente perchè un prigioniero dello stesso blocco aveva fatto un tentativo di fuga; venivano presi dieci o venti prigionieri a caso dello stesso blocco e puniti qua.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_549-auschwitz.jpg]60
A differenza degli altri blocchi, qui il guardiano era sempre un uomo delle SS. Oltre ai funzionari dei prigionieri (blocchista, scrivano e capo camerata) venivano alloggiati a pianterreno i prigionieri civili (uomini e donne) che attendevano il verdetto del procedimento per direttissima.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_550-auschwitz.jpg]50
Questa la stanza dei processi dove, inutile dire, non è mai stato assolto nessuno. Le sessioni di questo tribunale avvenivano una volta al mese. Vi partecipavano il capo della Gestapo di Katowica, il dottor Rudolf Mildner con i suoi collaboratori, ed il capo della sezione politica del campo di Maximilian Grabner con suoi dipendenti. In due-tre ore, il tribunale emetteva duecento verdetti di morte. I condannati dovevano spogliarsi e a due a due arrivare presso "il muro della morte".
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_551-auschwitz.jpg]60
Qui si attendeva il giudizio dove alle domande investigative si provava a difendersi dalle accuse quasi sempre inventate. Le risposte e le spiegazioni non avevano alcuna importanza perché già prima dell'interrogatorio si era già stati condannati. La condanna a morte di decine di persone "garantiva" la tranquillità nel campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_553-auschwitz.jpg]50
Il lavatoio. Qui le donne venivano spogliate prima di essere condotte all'esecuzione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_557-auschwitz.jpg]60
I sotterranei. Qui le autorità del campo fecero la prima prova dell'uccisione in massa con gas Zyklon B il 3.9.1941. Vi perdettero la vita 600 prigionieri militari sovietici e circa 250 prigionieri, trasportati dai blocchi dell'ospedale. Poichè il 4 settembre fu constatato che una parte dei prigionieri sopravviveva, le SS aumentarono il quantitativo di gas. Il 5.9.1941, si cominciò a tirar fuori i cadaveri. Le celle dei sotterranei avevano aspetto e destinazione diversi. Nelle celle ordinarie si mettevano i prigionieri per le indagini, nelle celle buie per le punizioni e nel 1941 anche i prigionieri che durante l'appello venivano scelti dal comandante o dal dirigente del campo; gli "eletti" venivano presi dal blocco a cui apparteneva il fuggiasco. Collocati nella cella buia, i prigionieri non ricevevano nè da mangiare ne è da bere. Dopo alcune decine di giorni, essi morivano di fame. I prigionieri della camera buia (7 mq) per scontare la pena restavano chiusi tutta la notte e al mattino venivano spinti al lavoro.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_554-auschwitz.jpg]50
La cella dove, insieme ad altri condannati, fu rinchiuso il "volontario" Padre Kolbe che si sostituì ad un prigioniero per scontare la pena al suo posto. La condanna era di morire di inedia, senza cibo e acqua fino all'ultimo respiro. Un gigante di santità. Consigliatissimo da leggere il libro sulla sua vita citato menzionato fra le letture consigliate.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_559-auschwitz.jpg]60
La terza specie di celle erano le "Stehzelle". In esse venivano messi i prigionieri puniti o riacciuffati durante la fuga. La cella si divideva in quattro piccoli scompartimenti di centimetri 90x90 ciascuno. I prigionieri vi entravano carponi, da un'apertura presso il pavimento, come cani nel canile. In ogni scompartimento dovevano stare quattro prigionieri, quindi sedici in tutta la cella. L'aria entrava soltanto da un pertugio di centrimetri 5x5. I prigionieri non potevano sedersi , ne tanto meno coricarsi, e soffocavano per mancanza d'aria. I sopravvissuti al mattino erano spinti al lavoro e alla sera rinchiusi nuovamente. Se si trattava di un prigioniero ripreso durante la fuga, allora non riceveva nè da mangiare nè da bere: perciò doveva morire di fame.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_562-auschwitz.jpg]50
Il cortile degli appelli. Lunghi, estenuanti, interminabili. Spesso utilizzati dai nazisti come ulteriore metodo di tortura potevano durare ore e ore. Lo scopo principale era quello di contare i prigionieri e depennare i deceduti del giorno.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_563-auschwitz.jpg]50
Qui vennero anche effettuate esecuzioni tramite impiccagione collettiva.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_567-auschwitz.jpg]60
Il filo spinato anche all'interno del campo, per delimitare e separare diverse zone del campo stesso.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_568-auschwitz.jpg]50
Questa era l'area dove alloggiava la gestapo. Qui fu anche impiccato nel 1947 Hoess, colui che ha contribuito alla progettazione del campo e ne è stato il comandante. Dopo l'arresto si è reso protagonista della confessione del più incredibile e atroce crimine collettivo organizzato nella storia. Come tutti gli altri gerarchi nazisti, nessuno spazio al pentimento. La figlia, ora ottantenne, scovata nel 2013 a Washington dove ha vissuto e lavorato alle dipendenze di un datore di lavoro ebreo, ha dichiarato di voler ancora molto bene a papà e di dubitare dell'olocausto. Ha affermato "come fanno a dire che è morta tanta gente se ci sono in giro così tanti sopravvissuti?". Logica stringente. Da notare che la sua meravigliosa villa, adornata anche con oggetti e preziosi rubati ai prigionieri, si affacciava sui forni crematori e dalle sue finestre poteva gustare quotidianamente lo spettacolo di quegli strani uomini... tutti vestiti uguali... a strisce...
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_569-auschwitz.jpg]60
“Son morto con altri cento, son morto ch’ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento"
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_571-auschwitz.jpg]50
Siamo davanti a camera a gas, interrata, e crematorio con relativo camino, secondo lo schema classico. Due cartelloni descrivono il tutto.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_572-auschwitz.jpg]60
L'inizio della fine.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_574-auschwitz.jpg]50
Un'apertura, con relativa botola, nel soffitto della stanza nella quale venivano ammassati i condannati. Da qui venivano gettati all'interno i cristalli di Zyklon B.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_575-auschwitz.jpg]60
La camera a gas di Auschwitz I
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_576-auschwitz.jpg]50
I forni crematori prodotti dalla "J.A. Topf und Söhne", società di costruzioni tedesca di Erfurt, coinvolta nella complicità col Nazismo nella costruzione di strumenti di sterminio, per aver progettato e realizzato forni crematori e camere a gas nei lager del III Reich. Gli ingegneri della Topf sapevano bene che i cristalli del gas, adoperato per lo sterminio, diventano attivi ad una temperatura intorno ai 23-25 °C e per questo consigliarono le SS di usare il calore prodotto dai forni crematori per riscaldare le camere a gas. Le SS furono consigliate anche di stipare al massimo possibile le persone nelle camere a gas, in modo che, una volta chiusa la porta stagna, con il calore dei corpi, le centinaia di respirazioni e il poco spazio d'aria rimasto, le camere si trasformassero in pochi minuti in vere serre umane a temperatura ottimale e permettendo così al gas di agire efficacemente. Per stipare più persone possibili si era studiato di farle stare con le braccia in alto, con i bambini piccoli tenuti tra le mani. Si usava anche spegnere a intervalli la luce nella camera poco prima che il gas venisse gettato, in modo da scatenare il panico nelle vittime ammassate all'interno ed accelerarne fortemente la respirazione e quindi l'inalamento dei vapori tossici del gas.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwtz-i/thumbs/thumbs_577-auschwitz.jpg]50
Lasciamo il crematorio e Auschwitz I per dirigerci verso Birkenau. Profondamente colpiti.

Auschwitz II (Birkenau)

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_583-auschwitz.jpg]80
Birkenau non è proprio vicinissimo, ci andiamo con una navetta che fa servizio di trasporto a intervalli programmati. Due cartelli spiegano innanzitutto l'origine del campo, che nasce in seguito all'espropriazione dei terreni di pertinenza di nove villaggi e all'allontanamento dei loro abitanti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_584-auschwitz.jpg]90
I binari della linea ferroviaria costruita appositamente per condurre i convogli di prigionieri direttamente all'interno del campo. Dove scendevano terrorizzati, sfiancati da giorni e giorni di viaggio senza mangiare e bere, durante il quale avevano già dovuto fare la conta dei caduti. Appena scesi iniziava il terrore pianificato, operato tramite aggressioni e violenze fisiche, urla disumane e latrati di cani minacciosi appositamente addestrati.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_586-auschwitz.jpg]90
L'interno della torretta della foto precedente. Questa era la vista che le sentinelle avevano per controllare i movimenti nel campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_588-auschwitz.jpg]80
Non c'era un filo d'erba e tutto lo spazio era occupato da baracche che ora non esistono più.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_589-auschwitz.jpg]90
Impressionante la vastità del campo, non si vede il limitare. I nazisti ritenendolo ancora troppo piccolo e insufficiente per le esigenze dello sterminio che avevano in mente avevano anche pensato ad un allargamento del campo che, al momento della liberazione, avevano già iniziato, ma che per fortuna non fecero mai in tempo a completare.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_590-auschwitz.jpg]50
La pianta del campo. A sinistra dei binari (BI) il campo femminile, alla destra dei binari il campo maschile (BII) e ancora più a destra l'allargamento del campo in costruzione. In alto i quattro crematori contrassegnati dalla lettera "E".
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_596-auschwitz.jpg]70
Baracche e filo spinato....
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_597-auschwitz.jpg]40
Alcune baracche ancora visibili. Furono naturalmente interamente costruite dai prigionieri. In zone terribilmente paludose dove dovettero fare anche interventi di bonifica. Qui è tutto diverso da Auschwitz I., questo è il vero campo di sterminio, nato e progettato fin dall'inizio con quell'unico scopo. La logica è la stessa dei nostri moderni inceneritori di rifiuti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_597a-auschwitz.jpg]60
Centinaia di prigionieri venivano stipati qua dentro e costretti a vivere in condizioni disumane
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_598-auschwitz.jpg]40
Interno di una baracca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_599-auschwitz.jpg]60
Le latrine collettive. Si poteva andare solo ad orari consentiti. Difficile a farsi quando le epidemie che colpivano il tratto intestinale erano uno dei problemi sanitari più gravi e ricorrenti del campo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_602-auschwitz.jpg]50
Ogni baracca aveva una stufa. Ma i prigionieri sono tutti concordi nell'affermare che non l'hanno praticamente quasi mai vista accesa. E penso sia inutile ricordare quanto sia freddo l'inverno polacco.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_603-auschwitz.jpg]40
L'interno di una baracca con i famosi letti a castello (sempre che di letti si posa parlare....)
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_604-auschwitz.jpg]40
Impossibile pensare di poter avere uno spazio tutto per sé. Era sempre da condividere con qualcuno e di grande importanza era avere un compagno "adeguato". Si dormiva in posizione testa-piedi, per ottimizzare gli spazi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_607-auschwitz.jpg]40
Una carrozza identica a quelle che vennero usate per i trasporti dei deportati.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_608-auschwitz.jpg]50
I binari che attraversavano verticalmente il campo separando il settore donne da quello maschile. Qui scendevano i deportati e venivano sottoposti alla selezione. A destra o a sinistra voleva dire uccisi subito (ignari ovviamente) oppure con esecuzione differita perchè prima serviva manodopera al lavoro.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_609-auschwitz.jpg]40
Uno dei 4 crematori del campo. Distrutto dalle SS nei periodi precedenti all'abbandono del campo. Qui lavoravano e vivevano i Sonderkommando, gli addetti ai forni crematori, isolati dal resto dei prigionieri in quanto testimoni di tutto. E in quanto testimoni di tutto erano i più sicuri, fra tutti i prigionieri, di essere destinati a morire esattamente come coloro che dovevano accompagnare nelle camere a gas. La rotazione delle squadre di sonderkommando era di alcuni mesi; poi venivano sostituiti con nuovi arrivati.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_615-auschwitz.jpg]30
Confortare e rassicurare i prigionieri mentre li accompagnavano nei sotterranei; recuperare i corpi dalle camere a gas; trasportarli nel crematorio; estrarre i denti d'oro; procedere alla cremazione; smaltire le ceneri; pulire e ripitturare le stanze dopo ogni esecuzione di massa. Questi i principali compiti di questa gente che in cambio di condizioni di vita privilegiate (indossare abiti civili, cibo abbondante, etc,etc) vivevano 24 ore al giorno in un vero e proprio inferno.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_616-auschwitz.jpg]50
Qui ciò che resta del sotterraneo dello spogliatoio. E' stato testimoniato che qui una donna coraggiosa, capito quale era il suo destino, con una mossa lesta sia riuscita ad impossessarsi della pistola di una guardia e sia riuscita ad ucciderla.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_618-auschwitz.jpg]50
Monumento ai caduti. Tantissime lastre commemorative.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_619-auschwitz.jpg]40
La targa italiana.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/auschwitz-ii-birkenau/thumbs/thumbs_620-auschwitz.jpg]60
All'estremità opposta del campo, dove terminano i binari, qualche sassolino... pochi fiorellini bianchi... e un uomo e una donna, stilizzati, che si tengono per mano... Qui non arrivano più convogli di deportati e i camini hanno smesso di funzionare da un po'. Ma nel mondo accadono ancora fatti gravissimi di violenza, di emarginazione, di morte. Chiunque abbia visitato Auschwitz e conosciuto quanto successo qui ha il dovere morale, nell'ambito delle sue possibilità, di combattere tutto ciò per il resto dei suoi giorni, a partire dalle situazioni di vita quotidiana.

In viaggio per Cracovia e l'incontro con Emmanuel

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-cracovia/thumbs/thumbs_623-in-viaggio-per-cracovia.jpg]170
Ripartiamo per l'ultima tappa, fino a Cracovia dove prenderemo il volo il giorno dopo per l'Italia. Manu rigorosamente a succhiare le ruote, direi tutto come da copione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-cracovia/thumbs/thumbs_624-in-viaggio-per-cracovia.jpg]110
La sensazione è sempre quella, di un paese molto povero, dimesso.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-cracovia/thumbs/thumbs_626-cracovia.jpg]130
Dopo una settantina di km arriviamo a Cracovia, che si presenta immediatamente come una città bellissima. Il nostro ostello si affaccia su Rynek Glovny, immensa piazza medioevale, autentico cuore della città. La foto è scattata dalla finestra dell'ostello. Le biciclette sono venute con noi in camera.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-cracovia/thumbs/thumbs_628-cracovia.jpg]140
Subito dopo la doccia incontriamo Nika ed Ewe, con le quali ci eravamo messi in contatto dall'Italia. Ragazze deliziose, gentilissime con un ottimo inglese. Ci accompagnano subito al Centro Ebraico dove svolgono attività come volontarie e ci presentano Emmanuel.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-cracovia/thumbs/thumbs_627-cracovia.jpg]150
Ewe ci traduce perfettamente in inglese il racconto di Emmanuel, scampato ai rastrellamenti nazisti per anni e quindi sfuggito per tutto il periodo della guerra ai campi di concentramento ai quali, con tutta la sua famiglia, era destinato.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/in-viaggio-per-cracovia/thumbs/thumbs_630-cracovia.jpg]120
Veramente simpatico Emmanuel, oltre che molto molto interessante. Abbiamo avuto la possibilità di filmare l'incontro durante il quale ci ha anche cantato canzoni dell'epoca. In bocca al lupo Emmanuel!

Cracovia e la partenza

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_631-cracovia.jpg]40
Circondato da un bel parco a forma di anello, che sorge dove un tempo c'erano le mura cittadine, è la città vecchia che ha il suo cuore nella Rynek Glowny, l'immensa piazza medievale, costruita nel 1257. E' una delle più grandi d'Europa e fu fatta per agevolare gli scambi commerciali. Due leggi tutelavano il commercio a Cracovia: la prima prevedeva il pagamento di dazi, la seconda prevedeva l'obbligo per i mercanti di sostare in città un certo tempo definito, oppure il tempo necessario per vendere metà o addirittura tutta la merce.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_634-cracovia.jpg]30
Nei sotterranei della Piazza è stato allestito un fantastico museo multimediale, che ricostruisce la vita medioevale della piazza. Potrete vedere come era strutturata la piazza, ammirare reperti, ricostruzioni e filmati, potrete leggere su moderni touchscreens e vedere ologrammi e per i bambini è allestita una piccola apposita sezione.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_632-cracovia.jpg]20
Da un lato della piazza si entra nel Sukiennice, un tempo il Palazzo dei Tessuti (un centro mercantile costruito nel XIV secolo, restaurato 200 anni più tardi). Al piano superiore, una galleria di opere d'arte e alcune caffetterie, tra cui la Naworolsky, a quanto si dice uno dei posti preferiti da un giovane di nome Vladimir Lenin,che iniziò forse qui a tramare di una rivoluzione che avrebbe fatto la storia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_638-cracovia.jpg]20
Il Palazzo dei Tessuti oggi è sede di un caratteristico mercato coperto specializzato in scacchiere e uova di cartapesta dipinte dove troverete anche artigianato in legno, icone, pizzi e ricami e tanta oggettistica e gioielleria fatta con l'ambra del Baltico.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_640-cracovia.jpg]20
Sul lato nord-est della piazza sorge la chiesa dedicata alla Vergine Maria, Kusciol Mariacki. http://www.mariacki.com
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_633-cracovia.jpg]20
Dall'alto dei suoi 80 metri d'altezza, con le ben note torri affatto gemelle, la chiesa si caratterizza per ospitare una splendida pala d'altare in legno scolpito da Veit Stoss. Ogni ora, dalla cima della torre più alta viene suonata la Hejnal Mariacki, la triste melodia appositamente interrotta per commemorare un trombettista che nel XIII secolo venne ucciso mentre dava l'allarme dell'imminente attacco dei mongoli sulla città. La Hejnal è oggi suonata quattro volte (uno per ogni lato della torre) ad ogni ora per tutti i giorni dell'anno e viene trasmessa ogni giorno alle 12 dalla radio nazionale polacca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_639-cracovia.jpg]20
La duecentesca Torre del Municipio.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_636-cracovia.jpg]20
Porta Floriańska (ci si arriva prendendo via florianska che parte dall'angolo della piazza dove c'è la basilica)
Dietro la Porta Floriańska, una delle antiche porte alla città vecchia, ci si ritrova improvvisamente immersi nell’animato bazar interno, sembra quasi d'essere stati proiettati in una atmosfera medievale, con le antiche botteghe dalle facciate intagliate nel legno.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_637-cracovia.jpg]20
La porta di San Floriano è uno degli angoli più caratteristici della città, grazie all’esposizione permanente di dipinti eseguiti da pittori di strada. La porta costituisce parte delle antiche Mura di Cracovia, che un tempo erano guarnite da quasi 50 torri, ora ridotte a tre.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_641-cracovia.jpg]20
Il ponte sulla Vistola, appena oltre il quartiere ebraico di Kazimierz, conduce alla zona dell'ex ghetto e al Museo di Schindler, collocato appena fuori dal ghetto in quella che era la vera fabbrica di Schindler resa celeberrima dal film dedicato alla sua storia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_685-cracovia.jpg]20
All'interno del quartiere ebraico, nella piazza antistante alla "Farmacia sotto l'aquila" c'è il Monumento commemorativo degli architetti di Cracovia Piotr Lewicki e Kazimierz Latak, che consiste in 70 sedie sparse per la piazza a rappresentare i mobili e gli oggetti che dovettero essere abbandonati dai deportati.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_686-cracovia.jpg]20
Nella stessa piazza ecco alcuni cartelloni che ricordano la visita di personalità importantissime a livello mondiale. Qui il Papa e Fidel Castro.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_685a-cracovia.jpg]20
Cartellone commemorativo. "La responsabilità per il domani può nascere solo all'interno del ricordo e della memoria".
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_687-cracovia.jpg]20
Ultimo pasto a Cracovia prima della partenza. Le ragazze ci accompagnano al "Kolanko" in Kazimierz, ottimo locale per gustare, in un'atmosfera rilassante, insalate, crèpes e dolci vari.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_688-cracovia.jpg]20
Ciao Nika e grazie per la simpatia e disponibilità!
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/cracovia/thumbs/thumbs_689-cracovia.jpg]30
Come imbarcare le biciclette? Smontare manubrio e ruote e impacchettare il tutto con una borsa all'interno del telaio e taaaaaanto Domopak. L'altra borsa sarà il nostro bagalio a mano. Il viaggio finisce qua, per lo meno quello realmente effettuato sui pedali. Ma sappiamo che il viaggio interiore non finisce qua e quello che abbiamo interiorizzato ce lo porteremo dietro per sempre. Con la speranza che la nostra esperienza possa essere di stimolo per altri.

Il museo di Schindler e la Farmacia sotto l'aquila

[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_642-cracovia-museo-schindler.jpg]10
La famosissima fabbrica di Schindler, oggi sede di un museo dedicato al dominio nazista in Polonia e alla shoah.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_643-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Targa commemorativa di Oskar Schindler, Giusto tra le Nazioni. "Chi salva una vita, salva il mondo intero".
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_644-cracovia-museo-schindler.jpg]10
31 agosto 1939, l'invasione della Polonia da parte dell'esercito tedesco. Mentre i polacchi rientravano dalle vacanze ignari di quello che stava per succedere, i riservisti venivano richiamati per indossare l'uniforme e prepararsi alla guerra.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_645-cracovia-museo-schindler.jpg]10
La guerra fu veloce, in poco più di un mese la resistenza polacca fu annientata.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_646-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Con i decreti di Hitler del 8 e 12 ottobre 1939 grandi aree della Polonia occidentale furono annesse alla Germania. In pochissimi giorni 10 milioni di polacchi si trovarono questa come nuova bandiera nazionale.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_647-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Giornali tedeschi di propaganda nazista. Soprattutto propaganda contro gli ebrei.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_648-cracovia-museo-schindler.jpg]10
I simboli del popolo e della nazione polacca vengono eliminati e sostituiti con quelli poco raccomandabili del regime nazista. Inizia il calvario del popolo polacco.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_649-cracovia-museo-schindler.jpg]10
L'arroganza la sopraffazione e la prepotenza dei nazisti si manifesta ovunque. Soldati strappano la barba a cittadini inermi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_650-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Ha inizio la discriminazione razziale. Gli ebrei non possono più salire sui treni.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_651-cracovia-museo-schindler.jpg]10
L'attacco contro le istituzioni scolastiche parte immediatamente. Nel novembre 1939 la Gestapo arresta 183 persone all'università Jagielloniana. 22 di questi morirono successivamente nel ghetto oppure nei campi di concentramento.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_652-cracovia-museo-schindler.jpg]10
I cittadini da un giorno all'altro perdono la libertà.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_653-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Secondo i piani nazisti Cracovia deve diventare una città tedesca. Inizia l'opera di distruzione di tutto ciò che caratterizza la città come polacca. Nel 1941 viene vietato per legge l'utilizzo del nome Krakow e imposto il nome di Krakau. Il simbolo della città, l'aquila, viene eliminato e sostituito dalla svastica nazista.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_654-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Molte donne tedesche si sposano a distanza con soldati mandati in guerra in Polonia.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_655-cracovia-museo-schindler.jpg]10
L'opera di germanizzazione di Cracovia continua senza rallentamenti. Questa è l'inaugurazione della prima scuola tedesca in Polonia. I bambini ancora piccoli vengono indottrinati con ideologia nazista.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_656-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Questa è un'altra foto che mi è rimasta scolpita nel cervello. La smorfia di disperazione del cittadino polacco oppresso vicino al ghigno sprezzante e divertito del nazista occupante.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_657-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Altra foto agghiacciante. Due soldati tedeschi posano per una foto a fianco di corpi ancora caldi di polacchi appena impiccati. Posano sorridenti e compiaciuti, probabilmente per le loro famiglie, come oggi noi poseremmo vicino a bellezze naturali, monumenti.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_658-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Gli ebrei non possono più utilizzare mezzi pubblici.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_660-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Inizia la costruzione del ghetto, all'infuori del quartiere ebraico, in un quartiere nel quale abitano 3.000 persone. Ci verrano murati dentro 17.000 ebrei a cui verrà assegnato un appartamento ogni 4 famiglie. Le finestre delle abitazioni che danno su zone "ariane" vengono murate. La "giustificazione" del ghetto è che gli ebrei portano malattie e quindi le misure sono necessarie per la salute della collettività.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_664-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Foto del ghetto, composto di 320 abitazioni a uno o due piani.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_665-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Ci sono 4 grandi porte nelle mura del ghetto ma è assolutamente proibito agli ebrei attraversarle. Possono solo sotto scorta dei nazisti per andare a lavorare (ovviamente lavoro da schiavi, non pagato). Un tram attraversa il ghetto, ma non effettua fermate.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_667-cracovia-museo-schindler.jpg]10
L'ufficio di Schindler e la sua scrivania. Tramite conoscenze che aveva fra i gerarchi nazisti era riuscito ad avere commesse che gli consentivano di tenere aperta la fabbrica e dare lavoro a ebrei che venivano così salvati dal campo di concentramento e dalla morte.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_666-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Alcuni esempi di di quanto veniva prodotto dalla fabbrica. Oggetti di scarso valore, spesso mal riusciti, ma Schindler riuscì lo stesso a mantenere le commesse con i nazisti, grazie alle sue conoscenze, con l'unico fine di dar lavoro a tanti ebrei.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_669-cracovia-museo-schindler.jpg]10
13-14 marzo 1943, viene decisa ed eseguita la liquidazione del ghetto con il trasferimento degli ebrei verso i campi di concentramento. Il termine liquidare veniva usato spesso dai nazisti, e non era benaugurante. Almeno 2.000 persone morirono subito durante l'evacuazione del ghetto, anche se il numero esatto non si può sapere. Altri 2.000 vennero mandati ad Auschwitz e di questi 1.500 uccisi subito dopo.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_671-cracovia-museo-schindler.jpg]10
La mappa mostra il quartiere ebraico, il ghetto nel quartiere di Podgorze, la fabbrica appena fuori dal ghetto e il campo di Plaszow.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_673-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Dopo 5 anni, 4 mesi e 12 giorni ha termine l'occupazione tedesca della Polonia. Ma purtroppo si sta per aprire un nuovo terribile lungo periodo per questa povera, martoriata gente.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_674-cracovia-museo-schindler.jpg]10
Dopo Hitler, ecco a voi Stalin.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_675-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]20
Dal luglio 2004 presso il museo è aperta la mostra permanente “Una farmacia nel ghetto di Cracovia”. La nuova esposizione è stata realizzata secondo il progetto di una equipe del Museo Storico della Città di Cracovia e secondo l’arrangiamento plastico di Paweł Górecki. Il progetto è stato interamente finanziato grazie al generoso sostegno di Roman Polański, che a questo scopo ha destinato il premio che gli era stato assegnato dalla Fondazione per la Cultura Polacca.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_682-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]50
In questo luogo storico si conserva in particolare la memoria di Tadeusz Pańkiewicz, proprietario della vecchia farmacia “Sotto l’aquila”, dove egli lavorò per tutto il periodo in cui vi fu il ghetto (1941-1943), aiutando più volte tante persone che allora erano in pericolo di vita.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_683-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]10
In questo video Pankiewicz racconta la vicenda di una figlia che non volle abbandonare la madre destinata alla morte. Insistette in tutti i modi con i soldati che alla fine la accontentarono e la lasciarono nella fila della madre. Destinata alla morte.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_676-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]10
La mostra è dedicata in larga parte allo sterminio degli ebrei di Cracovia negli anni 1935-1945. Sono stati utilizzati reperti museali, documenti d’archivio, fotografie e film.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_677-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]10
E’ un luogo di profonde emozioni e riflessioni sulla sorte delle migliaia di cittadini cracoviani innocenti che furono steminati, ma anche un momento importante dell’educazione storica della nuova generazione ed un mesaggio che la nostra generazione lascia alle successive.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_678-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]10
Tadeusz Pankiewicz fu uno dei tanti “giusti gentili” di Cracovia, ricordati nello Yad Vashem. Polacco cattolico riuscì, raggirando le autorità tedesche, a tenere aperto il suo esercizio nel ghetto, la farmacia sotto l’aquila, fino alla deportazione finale.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_679-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]10
Era il luogo di contatto e di aiuto per gli ebrei che vivevano nel ghetto. Il proprietario, Tadeusz Pankiewicz ha ricevuto la medaglia dei Giusti tra le Nazioni.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_680-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]10
Questa era la porta del retro per il personale della farmacia. Ma spesso veniva usata come via di fuga per gli ebrei che dovevano nascondersi.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_681-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]00
Tadeusz distribuiva medicinali (spesso senza farsi pagare), e portava notizie dal mondo “esterno”. Talvolta usava il suo esercizio come rifugio. Oggi è un museo che racconta la vita del ghetto e le gesta eroiche del farmacista.
[img src=http://www.theworldonwheels.net/wp-content/flagallery/il-museo-di-schindler-e-la-farmacia-sotto-laquila/thumbs/thumbs_684-cracovia-farmacia-sotto-laquila.jpg]00
La vista della farmacia da fuori, in quello che una volta era il ghetto. Davanti alla farmacia una piazza con il famoso Monumento costituito dalle sedie che Tadeusz aveva ricordato in un libro, allorquando durante la liquidazione del ghetto, furono portate in strada dalla popolazione.