11° Auschwitz-Krakow

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In viaggio per Cracovia e l’incontro con Emmanuel

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Ripartiamo per l’ultima tappa, fino a Cracovia dove prenderemo il volo il giorno dopo per l’Italia. Manu rigorosamente a succhiare le ruote, direi tutto come da copione.
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La sensazione è sempre quella, di un paese molto povero, dimesso.
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Dopo una settantina di km arriviamo a Cracovia, che si presenta immediatamente come una città bellissima. Il nostro ostello si affaccia su Rynek Glovny, immensa piazza medioevale, autentico cuore della città. La foto è scattata dalla finestra dell’ostello. Le biciclette sono venute con noi in camera.
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Subito dopo la doccia incontriamo Nika ed Ewe, con le quali ci eravamo messi in contatto dall’Italia. Ragazze deliziose, gentilissime con un ottimo inglese. Ci accompagnano subito al Centro Ebraico dove svolgono attività come volontarie e ci presentano Emmanuel.
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Ewe ci traduce perfettamente in inglese il racconto di Emmanuel, scampato ai rastrellamenti nazisti per anni e quindi sfuggito per tutto il periodo della guerra ai campi di concentramento ai quali, con tutta la sua famiglia, era destinato.
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Veramente simpatico Emmanuel, oltre che molto molto interessante. Abbiamo avuto la possibilità di filmare l’incontro durante il quale ci ha anche cantato canzoni dell’epoca. In bocca al lupo Emmanuel!

Il museo di Schindler e la Farmacia sotto l’aquila

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La famosissima fabbrica di Schindler, oggi sede di un museo dedicato al dominio nazista in Polonia e alla shoah.
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Targa commemorativa di Oskar Schindler, Giusto tra le Nazioni. “Chi salva una vita, salva il mondo intero”.
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31 agosto 1939, l’invasione della Polonia da parte dell’esercito tedesco. Mentre i polacchi rientravano dalle vacanze ignari di quello che stava per succedere, i riservisti venivano richiamati per indossare l’uniforme e prepararsi alla guerra.
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La guerra fu veloce, in poco più di un mese la resistenza polacca fu annientata.
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Con i decreti di Hitler del 8 e 12 ottobre 1939 grandi aree della Polonia occidentale furono annesse alla Germania. In pochissimi giorni 10 milioni di polacchi si trovarono questa come nuova bandiera nazionale.
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Giornali tedeschi di propaganda nazista. Soprattutto propaganda contro gli ebrei.
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I simboli del popolo e della nazione polacca vengono eliminati e sostituiti con quelli poco raccomandabili del regime nazista. Inizia il calvario del popolo polacco.
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L’arroganza la sopraffazione e la prepotenza dei nazisti si manifesta ovunque. Soldati strappano la barba a cittadini inermi.
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Ha inizio la discriminazione razziale. Gli ebrei non possono più salire sui treni.
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L’attacco contro le istituzioni scolastiche parte immediatamente. Nel novembre 1939 la Gestapo arresta 183 persone all’università Jagielloniana. 22 di questi morirono successivamente nel ghetto oppure nei campi di concentramento.
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I cittadini da un giorno all’altro perdono la libertà.
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Secondo i piani nazisti Cracovia deve diventare una città tedesca. Inizia l’opera di distruzione di tutto ciò che caratterizza la città come polacca. Nel 1941 viene vietato per legge l’utilizzo del nome Krakow e imposto il nome di Krakau. Il simbolo della città, l’aquila, viene eliminato e sostituito dalla svastica nazista.
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Molte donne tedesche si sposano a distanza con soldati mandati in guerra in Polonia.
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L’opera di germanizzazione di Cracovia continua senza rallentamenti. Questa è l’inaugurazione della prima scuola tedesca in Polonia. I bambini ancora piccoli vengono indottrinati con ideologia nazista.
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Questa è un’altra foto che mi è rimasta scolpita nel cervello. La smorfia di disperazione del cittadino polacco oppresso vicino al ghigno sprezzante e divertito del nazista occupante.
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Altra foto agghiacciante. Due soldati tedeschi posano per una foto a fianco di corpi ancora caldi di polacchi appena impiccati. Posano sorridenti e compiaciuti, probabilmente per le loro famiglie, come oggi noi poseremmo vicino a bellezze naturali, monumenti.
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Gli ebrei non possono più utilizzare mezzi pubblici.
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Inizia la costruzione del ghetto, all’infuori del quartiere ebraico, in un quartiere nel quale abitano 3.000 persone. Ci verrano murati dentro 17.000 ebrei a cui verrà assegnato un appartamento ogni 4 famiglie. Le finestre delle abitazioni che danno su zone “ariane” vengono murate. La “giustificazione” del ghetto è che gli ebrei portano malattie e quindi le misure sono necessarie per la salute della collettività.
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Foto del ghetto, composto di 320 abitazioni a uno o due piani.
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Ci sono 4 grandi porte nelle mura del ghetto ma è assolutamente proibito agli ebrei attraversarle. Possono solo sotto scorta dei nazisti per andare a lavorare (ovviamente lavoro da schiavi, non pagato). Un tram attraversa il ghetto, ma non effettua fermate.
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L’ufficio di Schindler e la sua scrivania. Tramite conoscenze che aveva fra i gerarchi nazisti era riuscito ad avere commesse che gli consentivano di tenere aperta la fabbrica e dare lavoro a ebrei che venivano così salvati dal campo di concentramento e dalla morte.
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Alcuni esempi di di quanto veniva prodotto dalla fabbrica. Oggetti di scarso valore, spesso mal riusciti, ma Schindler riuscì lo stesso a mantenere le commesse con i nazisti, grazie alle sue conoscenze, con l’unico fine di dar lavoro a tanti ebrei.
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13-14 marzo 1943, viene decisa ed eseguita la liquidazione del ghetto con il trasferimento degli ebrei verso i campi di concentramento. Il termine liquidare veniva usato spesso dai nazisti, e non era benaugurante. Almeno 2.000 persone morirono subito durante l’evacuazione del ghetto, anche se il numero esatto non si può sapere. Altri 2.000 vennero mandati ad Auschwitz e di questi 1.500 uccisi subito dopo.
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La mappa mostra il quartiere ebraico, il ghetto nel quartiere di Podgorze, la fabbrica appena fuori dal ghetto e il campo di Plaszow.
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Dopo 5 anni, 4 mesi e 12 giorni ha termine l’occupazione tedesca della Polonia. Ma purtroppo si sta per aprire un nuovo terribile lungo periodo per questa povera, martoriata gente.
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Dopo Hitler, ecco a voi Stalin.
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Dal luglio 2004 presso il museo è aperta la mostra permanente “Una farmacia nel ghetto di Cracovia”. La nuova esposizione è stata realizzata secondo il progetto di una equipe del Museo Storico della Città di Cracovia e secondo l’arrangiamento plastico di Paweł Górecki. Il progetto è stato interamente finanziato grazie al generoso sostegno di Roman Polański, che a questo scopo ha destinato il premio che gli era stato assegnato dalla Fondazione per la Cultura Polacca.
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In questo luogo storico si conserva in particolare la memoria di Tadeusz Pańkiewicz, proprietario della vecchia farmacia “Sotto l’aquila”, dove egli lavorò per tutto il periodo in cui vi fu il ghetto (1941-1943), aiutando più volte tante persone che allora erano in pericolo di vita.
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In questo video Pankiewicz racconta la vicenda di una figlia che non volle abbandonare la madre destinata alla morte. Insistette in tutti i modi con i soldati che alla fine la accontentarono e la lasciarono nella fila della madre. Destinata alla morte.
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La mostra è dedicata in larga parte allo sterminio degli ebrei di Cracovia negli anni 1935-1945. Sono stati utilizzati reperti museali, documenti d’archivio, fotografie e film.
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E’ un luogo di profonde emozioni e riflessioni sulla sorte delle migliaia di cittadini cracoviani innocenti che furono steminati, ma anche un momento importante dell’educazione storica della nuova generazione ed un mesaggio che la nostra generazione lascia alle successive.
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Tadeusz Pankiewicz fu uno dei tanti “giusti gentili” di Cracovia, ricordati nello Yad Vashem. Polacco cattolico riuscì, raggirando le autorità tedesche, a tenere aperto il suo esercizio nel ghetto, la farmacia sotto l’aquila, fino alla deportazione finale.
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Era il luogo di contatto e di aiuto per gli ebrei che vivevano nel ghetto. Il proprietario, Tadeusz Pankiewicz ha ricevuto la medaglia dei Giusti tra le Nazioni.
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Questa era la porta del retro per il personale della farmacia. Ma spesso veniva usata come via di fuga per gli ebrei che dovevano nascondersi.
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Tadeusz distribuiva medicinali (spesso senza farsi pagare), e portava notizie dal mondo “esterno”. Talvolta usava il suo esercizio come rifugio. Oggi è un museo che racconta la vita del ghetto e le gesta eroiche del farmacista.
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La vista della farmacia da fuori, in quello che una volta era il ghetto. Davanti alla farmacia una piazza con il famoso Monumento costituito dalle sedie che Tadeusz aveva ricordato in un libro, allorquando durante la liquidazione del ghetto, furono portate in strada dalla popolazione.

Cracovia e la partenza

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Circondato da un bel parco a forma di anello, che sorge dove un tempo c’erano le mura cittadine, è la città vecchia che ha il suo cuore nella Rynek Glowny, l’immensa piazza medievale, costruita nel 1257. E’ una delle più grandi d’Europa e fu fatta per agevolare gli scambi commerciali. Due leggi tutelavano il commercio a Cracovia: la prima prevedeva il pagamento di dazi, la seconda prevedeva l’obbligo per i mercanti di sostare in città un certo tempo definito, oppure il tempo necessario per vendere metà o addirittura tutta la merce.
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Nei sotterranei della Piazza è stato allestito un fantastico museo multimediale, che ricostruisce la vita medioevale della piazza. Potrete vedere come era strutturata la piazza, ammirare reperti, ricostruzioni e filmati, potrete leggere su moderni touchscreens e vedere ologrammi e per i bambini è allestita una piccola apposita sezione.
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Da un lato della piazza si entra nel Sukiennice, un tempo il Palazzo dei Tessuti (un centro mercantile costruito nel XIV secolo, restaurato 200 anni più tardi). Al piano superiore, una galleria di opere d’arte e alcune caffetterie, tra cui la Naworolsky, a quanto si dice uno dei posti preferiti da un giovane di nome Vladimir Lenin,che iniziò forse qui a tramare di una rivoluzione che avrebbe fatto la storia.
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Il Palazzo dei Tessuti oggi è sede di un caratteristico mercato coperto specializzato in scacchiere e uova di cartapesta dipinte dove troverete anche artigianato in legno, icone, pizzi e ricami e tanta oggettistica e gioielleria fatta con l’ambra del Baltico.
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Sul lato nord-est della piazza sorge la chiesa dedicata alla Vergine Maria, Kusciol Mariacki. http://www.mariacki.com
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Dall’alto dei suoi 80 metri d’altezza, con le ben note torri affatto gemelle, la chiesa si caratterizza per ospitare una splendida pala d’altare in legno scolpito da Veit Stoss. Ogni ora, dalla cima della torre più alta viene suonata la Hejnal Mariacki, la triste melodia appositamente interrotta per commemorare un trombettista che nel XIII secolo venne ucciso mentre dava l’allarme dell’imminente attacco dei mongoli sulla città. La Hejnal è oggi suonata quattro volte (uno per ogni lato della torre) ad ogni ora per tutti i giorni dell’anno e viene trasmessa ogni giorno alle 12 dalla radio nazionale polacca.
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La duecentesca Torre del Municipio.
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Porta Floriańska (ci si arriva prendendo via florianska che parte dall’angolo della piazza dove c’è la basilica)
Dietro la Porta Floriańska, una delle antiche porte alla città vecchia, ci si ritrova improvvisamente immersi nell’animato bazar interno, sembra quasi d’essere stati proiettati in una atmosfera medievale, con le antiche botteghe dalle facciate intagliate nel legno.
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La porta di San Floriano è uno degli angoli più caratteristici della città, grazie all’esposizione permanente di dipinti eseguiti da pittori di strada. La porta costituisce parte delle antiche Mura di Cracovia, che un tempo erano guarnite da quasi 50 torri, ora ridotte a tre.
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Il ponte sulla Vistola, appena oltre il quartiere ebraico di Kazimierz, conduce alla zona dell’ex ghetto e al Museo di Schindler, collocato appena fuori dal ghetto in quella che era la vera fabbrica di Schindler resa celeberrima dal film dedicato alla sua storia.
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All’interno del quartiere ebraico, nella piazza antistante alla “Farmacia sotto l’aquila” c’è il Monumento commemorativo degli architetti di Cracovia Piotr Lewicki e Kazimierz Latak, che consiste in 70 sedie sparse per la piazza a rappresentare i mobili e gli oggetti che dovettero essere abbandonati dai deportati.
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Nella stessa piazza ecco alcuni cartelloni che ricordano la visita di personalità importantissime a livello mondiale. Qui il Papa e Fidel Castro.
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Cartellone commemorativo. “La responsabilità per il domani può nascere solo all’interno del ricordo e della memoria”.
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Ultimo pasto a Cracovia prima della partenza. Le ragazze ci accompagnano al “Kolanko” in Kazimierz, ottimo locale per gustare, in un’atmosfera rilassante, insalate, crèpes e dolci vari.
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Ciao Nika e grazie per la simpatia e disponibilità!
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Come imbarcare le biciclette? Smontare manubrio e ruote e impacchettare il tutto con una borsa all’interno del telaio e taaaaaanto Domopak. L’altra borsa sarà il nostro bagalio a mano. Il viaggio finisce qua, per lo meno quello realmente effettuato sui pedali. Ma sappiamo che il viaggio interiore non finisce qua e quello che abbiamo interiorizzato ce lo porteremo dietro per sempre. Con la speranza che la nostra esperienza possa essere di stimolo per altri.