3° Bressanone-Innsbruck

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In viaggio per Innsbruck

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Massimo sembra già stanco ancora prima di partire, sarà vero?
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Dopo 30 km la prima sosta a Vipiteno
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Bella località dal tenore assolutamente tirolese, sembra di essere già in Austria guardando gli edifici, la gente e le usanze del posto
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Si respira una bella atmosfera, ricca di tradizioni
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Nella piazzetta del paese assistiamo ad un concerto della banda, cosa che ci capiterà spesso anche in Austria. La musica pare una costante. La gente seduta al bar si gode lo spettacolo.
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Riprendiamo il cammino che ci porterà al passo del Brennero. Confesso che lo temiamo un po’ vista l’altitudine. La giornata meravigliosa però ci carica di entusiasmo.
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La strada sale in modo costante ma non ci sono grossi strappi di salita.
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Ora si fa più dura ed ognuno è bene che salga con il proprio passo. Il paesaggio è verdissimo la pedalata decisamente piacevole nonostante abbiamo abbandonato la ciclabile e siamo rientrati sulla statale da Bressanone in poi (perché parte della ciclabile da lì è sterrata)
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Massimo sale con un discreto passo, Manu sempre a ruota (come poi in tutto il viaggio!). Il polpaccio di Manu, che il farmacista di Rovereto non è riuscito a curare, ora sta bene grazie al cerotto miracoloso di Fabio!
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Ormai siamo in prossimità del passo. Fabio decisamente più fresco dei compagni può fotografarli dall’alto mentre salgono qualche tornante più sotto. In questa foto Manu
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E in quest’altra Massimo
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Il gruppetto si ricompatta a poche centinaia di metri dal passo del Brennero
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Ecco finalmente il passo, ce l’abbiamo fatta e grande è la soddisfazione. Ora ci aspettiamo una lunga discesa giù fino ad Innsbruck
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Fermata al passo per le foto di rito, per uno spuntino e soprattutto per la telefonate a casa. Fra pochi metri sarà Austria e le comunicazioni saranno ovviamente ridotte.
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Molti veicoli a due e quattro ruote, ma in bicicletta ci siamo solo noi!!
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Finita la pausa, si riparte pronti per buttarsi in picchiata in discesa verso Innsbruck. La giornata è stupenda, la tanto temuta pioggia e il freddo sul passo hanno ceduto il posto a un sole meraviglioso che fa splendere la natura con i suoi bellissimi colori. L’aria è tersa, l’orizzonte limpido.
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La prima foto austriaca, ancora non si vede l’ombra di una discesa ma siamo fiduciosi
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Eccoci finalmente a godere della meritatissima discesa
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In realtà la discesa è durata poco. Più che altro dobbiamo affrontare un falsopiano con prevalenza di qualche discesa. Manu inizia a lamentarsi non ce la fa più, vorrebbe una discesa unica di 30 km fino a Innsbruck!! Invece ci sarà da pedalare fino quasi all’arrivo.
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Che meravigliosi paesaggi. La vista di questo torrente che attraversa il paese mi fa stoppare immediatamente la bicicletta per scattare questa foto
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Sembra strano vedere un torrente così in mezzo al paese con l’acqua a filo della strada e delle case. Ma le alluvioni qua non esistono? Sono una prerogativa italiana? Come fanno? Un paese così in Italia verrebbe spazzato via ogni autunno

Innsbruck

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Arrivati a Innsbruck! Anche la terza tappa è andata. I miei compagni di viaggi Massimo e Manu mi paiono belli distrutti; si rirpenderanno ad andare a domani?
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Maria Teresien Strasse: la più bella via di Innsbruck. Ricca di bellissimi palazzi colorati.
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Le decorazioni di tre fra i più bei palazzi di Maria Teresien Strasse
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il tetto d’oro, il famoso simbolo della città di Innsbruck si trova nella parte vecchia della cittá gotica, uno dei piú bei centri storici mediavali dell’ Austria; è considerato l’emblema della città. E’ coperto di 2.657 scandole dorate.
L’edificio è stato costruito nel 1420 come residenza dei conti del Tirolo. In ricorrenza dell’arrivo del 1500 Massimiliano fece aggiungere da Niklas Türing l’erker. I lavori durarono dal 1497/98-1500.
Rilievi sul erker mostrano Massimiliano I con le sue due spose, cancelliere, giullare, ballerini di morris e stemmi (gli originali sono al Tiroler Landesmuseum).
Nel 1996 nell’edificio fu costruito il Museum Maximilianeum e nel 2007 fu riaperto dopo lavori ampliamento e risanamento come Museum Goldenes Dachl (museo tettuccio d’oro). Dal tetto d’oro si gode di una vista meravigliosa sul centro di Innsbruck.
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Manu indica tre, come tre sono le tappe concluse. Prima della doccia, come sempre bisogna reintegrare i carboidrati e non ci sottraiamo mai a questo pesantissimo onere rifocillandoci in una delle migliori pasticcerie locali.
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Oggi è il turno dello
Strudel-Cafe Kroell. Per chi ama lo strudel ma anche le torte salate questo e’ il paradiso.
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Dopo la doccia la prima visita è dedicata al Duomo di San Giacomo.
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Bella chiesa in stile barocco, costruita intorno al 1717 e completata nel 1724 su un precedente sito di una chiesa gotica. All’interno si apprezzano le decorazioni barocche opera di Johann Jakob Herkommer. In particolare, è conosciuta per ospitare la celebre ‘Madonna di Cranach’ di Lucas Cranach il Vecchio, e un singolare carillon da cui esce una dolce melodia, conosciuta come la ‘sinfonia della pace’. Si noti anche il monumento all’arciduca Massimiliano III costruito nel 1620.
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A passeggio per il bellissimo centro di Innsbruck.
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Il fiume Inn. Anche in questo caso molto vicino alla strada e alle case.
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Buffa statua collocata a fianco del fiume che i due personaggi stanno guardando. Il mozzicone di sigaretta in bocca all’uomo ovviamente non fa parte della statua ma è stato aggiunto da qualche simpatico buontempone 🙂
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Il palazzo imperiale. L’Hofburg di Innsbruck era un tempo residenza dei conti del Tirolo e successivamente diventato palazzo reale di Massimiliano e Maria Teresa d’Austria. Le sale imperiali affascinano per suggestione storica e abbondanza di decori, così come accade per le gallerie, la sala del trono e i grandi giardini. L’architettura attuale si deve a Maria Teresa d’Austria, che rielaborò l’austerità precedente con l’arte e lo stile della sua epoca, il barocco, tra il 1766 ed il 1770. Nella visita agli interni si avrà modo in particolare di apprezzare la Sala dei Giganti (Riesensaal), che un tempo accoglieva l’aristocrazia europea per le feste più sfarzose (si noti in particolare il soffitto, dipinto nel 1776 da un pittore locale:Franz Anton Maulbertsch), la Sala delle Guardie (Gardesaal), usata anche per importanti incontri di diplomazia, la Stanza Atmutter e la serie degli appartamenti imperiali, in una successione di 27 stanze. Da non perdere la sala Anfreas Hofer, progettata tra il 1770 ed il 1773. Il palazzo è aperto tutto l’anno dalle 9.00 alle 16.30 (17.00).
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All’interno dei giardini imperiali due scacchiere ospitano giocatori abituali davanti ad un pubblico di ammiratori
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I giardini imperiali.
L’ Hofgarten è un parco pubblico storico protetto. È situato nel centro storico, adiacente al palazzo Imperiale. Nell’arco dei suoi 600 anni di vita il giardino ha conosciuto una trasformazione continua. E’ diventato giardino rinascimentale, giardino barocco e infine da 150 anni giardino inglese. Nel parco crescono ancora alberi che sono stati piantati personalmente dall’imperatrice Maria Teresa d’Austrai. L’ultima trasformazione fu eseguita da un maestro sconosciuto solo quattro decenni dopo il progetto, con notevole differenza dalle intenzioni di Sckell.
L’Hofgarten di Innsbruck è gestito dai Österreichische Bundesgärten, un dipartimento subordinato al ministero dell’ambiente, e costituisce un’area ricreativa al centro di Innsbruck con una interessante varietà di alberi, uno stagno, un moderno parco giochi, una serra e un popolare ristorante con giardino.
Per la manutenzione del parco è responsabile una amministrazione. Nel centro del parco c’è un padiglione costruito nel 1733, dove si svolgono molti eventi (soprattutto concerti). Su due scacchiere sovradimensionate vengono tenuti tornei di scacchi.
La serra contiene circa 1.700 specie di piante che si possono ammirare nei giorni feriali. Durante le mostre di quadri e sculture tenute nei mesi estivi, la serra è aperta anche nei giorni festivi.
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Cosa starà fotografando Fabio?
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Ah ecco cosa stava fotografando!
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Massimo: morto di fatica oppure in relax a godersi la frescura del parco?
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A riddaie … a no beh, allora morto di fatica! 🙂
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Il palazzo imperiale e sullo sfondo la bella chiesa imperiale
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Interno della chiesa imperiale.
La chiesa imperiale di Innsbruck nasce nel Cinquecento grazie al volere dell’imperatore Ferdinando I e oltre ad essere stata una delle chiese più importanti dell’Impero, è stata anche emblema delle lotte per l’Indipendenza, diventando santuario nazionale tirolese. Le tre navate ne fanno una chiesa abbastanza grande, con elaborate decorazioni rinascimentali e barocche. La principale attrazione è il sarcofago di Massimiliano I imperatore, ritenuto il monumento funerario più importante d’Europa. Il cenotafio, del XVI, è opera di artisti del calibro di Albrecht Dürer, Vischer e Alexander Colin e si ammira per la bella griglia quadrangolare in metallo, riccamente decorata, che protegge il sarcofago stesso (si ricorda che l’interno non raccoglie le spoglie dell’imperatore). Il tutto è circondato dal 28 statue di bronzo, gigantesche, chiamate Schwarznmander (uomini neri), che fanno la guardia al grande imperatore: sono presenti i bronzi di re Artù, Teodorico re dei Goti, Bianca Maria Sforza (seconda moglie di Massimiliano), Carlo V e Filippo II, tra gli altri. Il mausoleo è stato eretto dallo stesso Ferdinando, che era il nipote di Massimiliano, a rappresentare la potenza e la legittimità del Sacro Romano Impero. Della chiesa si apprezzino anche il Coro dei ‘principi’, in stile rinascimentale, e gli stalli, così come anche la tomba di Andreas Hofer, patriota tirolese. Ad un lato si nota la bella cappella di Silberne, eretta per Filippina Welser, moglie di Ferdinando II del Tirolo.
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Altra veduta dell’interno della chiesa imperiale
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Il ritorno nella via principale di Innsbruck ci riserva il consueto appuntamento con lo spettacolo musicale della banda del paese.
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La folla ascolta soddisfatta e applaude calorosamente i suonatori. La musica da strada è una costante del nostro viaggio.
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Bella veduta di Maria Teresien Strasse ricca di edifici in stile barocco, ma a primeggiare è il colore rosa-arancio della ‘casa di Helbling’, ampiamente decorata intorno al XVIII secolo.
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Altra bellissima veduta della via
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Arco di trionfo in Leopold Strasse, la continuazione di Maria Theresien Strasse verso sud.
Ricorda un arco di trionfo romano, non fosse che invece appartiene al XVIII secolo. Ragguardevoli le elaborate decorazioni raffiguranti Francesco I e Maria Teresa, l’arciduca Leopoldo e le sue sorelle, compresa la ben nota Maria Antonietta.
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La Teresien Strasse vista attraverso l’arco di trionfo guardando verso nord
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Ancora la Teresien Strasse con la vista della torre. La proposta di Fabio di salire sulla torre (qualche centinaio di gradini) ottiene dai suoi compagni la stessa risposta già ricevuta quando ha proposto la salita alla campana dei caduti di Rovereto… facile immaginare quale… 🙂
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Il tetto d’oro visto di sera durante la solita peregrinazione notturna di Fabio in solitaria.
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Massimo tranquillo, è solo una foto!!
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Fantastica la ragazza dell’ostello. Dovendo noi partire prestissimo l’indomani e quindi non potendo fare colazione alle 6 di mattina presso l’ostello la gentilissima …. (non ricordo il nome mannaggia) … ci ha fatto trovare la sera prima un pasto da prendere con noi in viaggio. Pensiero fantastico ma Manu non apprezzerà e butterà via quasi tutto il pasto! vergogna!