Antonella Borsellino

Antonella Borsellino, donna meravigliosa, che sa credere anche quando pare impossibile, lottare contro tutto e tutti senza arrendersi mai. Suo fratello si chiama Paolo e con il magistrato condivide nome e cognome (nessun legame di parentela ), l’anno della morte e la determinazione a non piegarsi per nessuna ragione alla mafia. Siamo a Lucca Sicula in provincia di Agrigento. Paolo è titolare di un’impresa di calcestruzzi. Un brutto giorno gli viene imposto di venderla a personaggi ben noti e naturalmente alle loro condizioni, vantaggiose solo per loro. Si rifiuta categoricamente. Il 21 aprile 1992, a 31 anni, viene trovato morto nella sua auto. Il papà Giuseppe si ribella, vuole giustizia, non si arrende, fa i nomi pubblicamente ben sapendo chi sono esecutori e mandanti, bussa mille porte per ottenere un processo che non avrà mai luogo. Otto mesi dopo aver subito la perdita del figlio, in quel modo, viene massacrato con quasi 40 colpi di Kashnikov, nella piazza affollata del paese, sotto gli occhi di bambini…ma “nessuno si accorge di nulla”.